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Roma, la lezione di Gasperini: “Lulli e Pisilli crescono, ma vendere i giovani per il bilancio è un errore”
Gian Piero Gasperini si racconta alla Gazzetta: l’esplosione di Lulli e Pisilli e l’amarezza per la cessione del talento Romano.
Gasperini, i giovani e il futuro di Lulli, Pisilli e Romano
In un’ampia intervista concessa alle colonne de La Gazzetta dello Sport, il tecnico della Roma Gian Piero Gasperini ha condiviso una profonda riflessione sul lavoro con i giovani calciatori, attingendo alla sua lunga esperienza maturata nei settori giovanili e analizzando le dinamiche attuali che coinvolgono i talenti della rosa giallorossa. Dalle intuizioni che hanno portato all’inserimento di Lulli e Pisilli fino all’amarezza per la cessione di Alessandro Romano, l’allenatore ha toccato temi centrali per il futuro del calcio italiano.
Il metodo con i giovani e la stoccata sulle plusvalenze: le sue parole
Sull’integrazione di Pisilli e sulla scommessa Lulli, Gasperini ha spiegato la propria filosofia di lavoro: “Io sono cresciuto nei settori giovanili allenando gli Esordienti, ho fatto tutta la trafila. Questa formazione l’ho mantenuta e allenare i giovani ti abitua a immaginare cosa possa diventare un ragazzino. Pisilli aveva già esperienza, Lulli meno. Io faccio sempre venire qualche ragazzo della Primavera in prima squadra durante la settimana e Lulli aveva caratteristiche importanti: è venuto in ritiro e ho iniziato a farlo giocare. Tu li provi, vedi se hanno bisogno di tempo, se hanno fiducia o voglia di fare. E le risposte te le danno loro”.
Il tecnico si è poi soffermato con amarezza sull’addio di Alessandro Romano e sulle dinamiche finanziarie che spesso condizionano la crescita dei vivai: “Romano è un altro giovane cresciuto nella Roma, molto interessante. Mi è dispiaciuto che sia stato eccessivamente criticato dopo la prima partita in Nazionale, ma sono gli adulti che devono stare più cauti nei giudizi. La sua cessione è stata una plusvalenza: spesso le società sono costrette a vendere i giovani e questa non è una buona cosa. Nel calcio i gioielli migliori bisogna farli crescere a casa”.
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