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Raspadori-Scamacca: dalla Viareggio con il Sassuolo ad una finestra sull’Europa con l’Atalanta
Raspadori-Scamacca: si ricompone il dynamic duo del Sassuolo
Con una fiammata improvvisa, l’Atalanta ha chiuso un’operazione che Roma e Lazio hanno soltanto sfiorato: Giacomo Raspadori arriva a Bergamo per una cifra intorno ai 25 milioni. Alla “Dea” ritroverà un compagno offensivo con cui ha scritto pagine importanti a Sassuolo, dai tempi della Viareggio Cup alla prima squadra. Gianluca Scamacca è infatti pronto a riabbracciare il suo “partner in crime”, con cui specialmente in una stagione ha seminato il panico tra le difese di tutta la Serie A.
Dalla Viareggio Cup ai sogni delle “notti magiche” azzurre
L’inizio del sogno
Per riassaporare il gusto di una delle intese più affascinanti nella Serie A moderna, bisogna riavvolgere il nastro all’annata 2016/17. Gianluca Scamacca era già un punto fermo del Sassuolo Primavera, mentre Giacomo Raspadori si affacciava per la prima volta nell’Under 19 dei neroverdi. Lo scenario che rende tutto perfetto è la Viareggio Cup, competizione storica che intreccia fascino e riflettori puntati sui giovani talenti più interessanti del nostro calcio. È in questo contesto che le strade dei due attaccanti cominciano ad avere dei punti in comune: quel trofeo lo vincerà proprio il Sassuolo, e il “Fattore X” fu proprio un attaccante atipico, dall’indole scanzonata ma dall’efficacia devastante.
Scamacca le gioca tutte, scegliendo i momenti perfetti per incidere: determinante agli ottavi, con il timbro che porta la partita ai rigori; si ripete ai quarti, stesso esito (a cui si aggiunge la trasformazione dal dischetto). Infine marchia a fuoco anche la finale, con il gol del 2-2 nei tempi regolamentari e il penalty decisivo per mandare in paradiso gli emiliani.
Le strade si dividono per la prima volta
Ma è soltanto il primo capitolo di un sodalizio tecnico ancora lontano dalla sua espressione massima. I due giocheranno insieme 2 volte nella stagione 17/18 in Primavera 1, e si ripeteranno in altre 5 occasioni nel 18/19, anno in cui Raspadori trova un inizio di stagione folgorante da 8 reti e 2 assist nelle prime 7 uscite di campionato, mentre Scamacca risponde con 4 centri in 450 minuti disputati (media di 1 gol ogni 112,5 giri d’orologio). Ormai, i gemelli del gol si sono preparati il terreno per la loro ascesa in prima squadra: il nativo di Roma però, opta per qualche avventura di transizione, con i prestiti all’Ascoli e al Genoa che restituiscono al Sassuolo un attaccante più consapevole della propria forza. Intanto, “Jack” si regala le prime 11 presenze in Serie A nel 19/20, trovando anche un timbro all’esordio assoluto contro la Lazio all’Olimpico.
Un trio offensivo dominante
Nella stagione 2021/22, la squadra allenata da Dionisi si presenta ai blocchi di partenza con ambizioni rinnovate. È lo scenario perfetto per la definitiva consacrazione di un “dynamic duo” che mette i neroverdi nelle condizioni di poter sognare. Con l’aiuto del solito Berardi da “doppia doppia” (15 gol e 17 assist), Scamacca e Raspadori combinano per una produzione offensiva da 26 gol e 6 assist. Tra questi, i graffi alla “Scala del calcio” contro l’Inter e il capolavoro del classe 1999 contro il Milan, un missile dai trenta metri incastonato all’incrocio. Insomma, l’annata migliore in termini realizzativi e il picco massimo a livello tecnico e di espressione calcistica: due momenti che coincidono e danno ulteriore credibilità al percorso di due giocatori ormai ai vertici anche come appeal.
Raspadori-Scamacca: atto terzo
Dopo tre stagioni di lontananza dunque, la coppia si forma nuovamente sotto l’ombra dell’U-Power Stadium di Bergamo. Nel mezzo, tante esperienze che li hanno arricchiti: Scamacca ha vinto una Conference League e una Europa League con West Ham e Atalanta; Raspadori invece ha messo in bacheca 2 scintillanti scudetti con la maglia del Napoli. E nell’equazione entra anche la variabile Nazionale: insieme, hanno condiviso 7 partite in azzurro, dal 2021 al 2025 con l’ultima datata 13 novembre. All’orizzonte si stagliano i playoff per i Mondiali, su cui entrambi mettono il mirino. Il terzo mandato del “Raspadori-Scamacca”, stavolta nella “Dea”, darà spessore alla loro candidatura per guidare l’attacco dell’Italia? Qualcuno avrebbe detto: “Ai posteri l’ardua sentenza”…
Luca Ottaviano
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