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Baldini alla vigilia della Grecia: “I giovani sono una risorsa, nel calcio italiano ci si allena poco”

Silvio Baldini spara a zero sui settori giovanili italiani alla vigilia di Grecia-Italia: “Poca intensità, i ragazzi si allenino prendendo esempio dal tennis”.

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Silvio Baldini

Il CT lancia un siluro ai vivai alla vigilia della Grecia: “Nel tennis e nello sci si lavora tre volte di più. Ecco perché siamo fuori dai Mondiali”

Prosegue l’esame di maturità per la giovane Nazionale italiana guidata dal commissario tecnico Silvio Baldini. Dopo il successo ottenuto al debutto contro il Lussemburgo, gli Azzurri sono attesi da una vera e propria “prova di greco”. Domani sera l’Italia scenderà in campo al Pankritio Stadium di Heraklion, sull’isola di Creta, per affrontare in amichevole i padroni di casa.

La selezione ellenica si presenta come un’avversaria sulla carta decisamente più ostica rispetto al Lussemburgo. Occupa la 47ª posizione nel ranking FIFA ed è reduce da un prestigioso 2-2 in rimonta strappato sul campo della Svezia nell’amichevole di giovedì scorso a Solna. “Mi aspetto di vedere le stesse cose viste contro il Lussemburgo – ha avvertito Baldini nella conferenza stampa della vigilia – anche se la Grecia è un avversario più bravo. I ragazzi devono rimanere tranquilli, devono tirare fuori tutte le loro qualità tecniche”. Il Ct ha mostrato grande serenità e sensazioni positive sull’organico a disposizione: “Questi sono dei ragazzi meravigliosi, scherzano nel tempo libero, ma poi quando c’è da allenarsi vanno a mille”.

Il futuro della panchina e la risorsa giovani: il caso Bartesaghi

Tra i tanti volti nuovi, diversi elementi stanno dimostrando di avere le carte in regola per restare stabilmente nel giro della Nazionale maggiore. Seduto accanto al Ct Silvio Baldini in conferenza c’era Davide Bartesaghi, preso come esempio emblematico dal tecnico: “È un ragazzo che in un anno ha fatto una maturazione incredibile. Come lui ci sono altri ragazzi, ma la valutazione dipenderà da chi arriverà sulla panchina dell’Italia e dal suo modo di vedere il calcio. Chi arriva deve avere la prospettiva di capire che i giovani sono una risorsa e non un problema”.

Per Baldini – che a partire dal mese di ottobre riprenderà il proprio percorso ufficiale alla guida dell’Under 21 nella corsa verso gli Europei di categoria – queste due gare da traghettatore resteranno un punto d’arrivo indimenticabile: “Il più bel ricordo sarà quello di aver rappresentato il mio Paese, una nazionale che ha vinto quattro titoli Mondiali”.

L’atto d’accusa: “I settori giovanili pensano al business, i calciatori si allenano poco”

Sollecitato dalle domande della stampa greca sui motivi che hanno portato l’Italia a rimanere clamorosamente fuori dalle ultime tre edizioni dei Mondiali, Baldini ha espresso un’analisi durissima e profonda sullo stato del movimento calcistico italiano: “Abbiamo avuto un’involuzione, non ci siamo accorti che il nostro calcio andava incontro a dei problemi. Che non avevamo più un ricambio generazionale, non c’erano più giocatori bravi come prima. Non avendo capito questo, non abbiamo capito come intervenire per migliorare i nostri settori giovanili. Sono diventati una struttura più per fare business che per far crescere i nostri ragazzi da un punto di vista tecnico”.

Secondo il commissario tecnico, la radice principale della crisi risiede nei ritmi e nella scarsa cultura del lavoro quotidiano riscontrabile nei vivai italiani, tracciando un parallelismo spietato con altre discipline sportive d’élite: “Soprattutto nei settori giovanili, i ragazzi dedicano poche ore all’allenamento. Vi faccio due esempi: nell’ultima Olimpiade la Brignone dopo l’infortunio ha vinto due medaglie d’oro. Andate a vedere quante ore al giorno ha passato ad allenarsi per arrivare a quell’appuntamento e non sbagliarlo”.

“Nel tennis – dove domani avremo in finale al Roland Garros un altro italiano – andate a vedere quanto si allenano, quante ore dedicano alla preparazione fisica. Se i nostri calciatori si allenassero anche solo un terzo di quanto si allenano questi atleti sarebbero molto più forti. Questi ragazzi già se arrivano a due ore di allenamento al giorno è tanto. Che poi tra riscaldamento, pause del gioco, non c’è mai grande intensità”.

In chiusura, Silvio Baldini ha citato una celebre figura del calcio italiano per spiegare quale debba essere la strada maestra per invertire la rotta: “Un allenatore che arriva quasi sempre primo o secondo è Antonio Conte. Come mai vince? Perché ha una metodologia, come quella che aveva la Juventus ai tempi di Moggi, Bettega e Giraudo. Andate a domandare quante ore si allenavano. Se nei settori giovanili non si torna a capire che la metodologia non è solo insegnare la tecnica o il cross. Ma uno stile di vita, allora non si va da nessuna parte. I ragazzi prima di andare a scuola dovrebbero praticare un’attività sportiva come fanno in altri Paesi”.

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