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Meteore – Che fine ha fatto… Benjamin Onwuachi: dal gol all’esordio con la Juve al declino
Storia di Benjamin Onwuachi: dal gol all’esordio con la Juventus di Lippi al declino tra Grecia, Libano e dilettanti. Una meteora indimenticabile.
Benjamin Onwuachi: la meteora che segnò all’esordio con la Juve prima del declino
Esistono notti in cui il destino sembra apparecchiare la tavola per una carriera da leggenda. Per Benjamin Onwuachi, quella notte fu il 28 novembre 2003. Venticinque minuti in campo, un tocco sotto misura e il gol vittoria per la Juventus in Coppa Italia. In quel momento, il ragazzo di Lagos non era solo una promessa: era l’erede designato, il “crack” che aveva stregato Marcello Lippi. Ma come spesso accade nel calcio, il confine tra l’immortalità sportiva e il dimenticatoio è sottile come un filo d’erba.
Dalla Reggiana a Villar Perosa: l’ascesa del “nuovo Martins”
Il viaggio di Benjamin in Italia inizia a 18 anni con la maglia della Reggiana. In Emilia, Onwuachi non gioca semplicemente a calcio: domina. Segna 40 gol in una sola stagione con la formazione Berretti, trascinandola allo Scudetto di categoria. Gli scout della Juventus, che solitamente non si lasciano impressionare facilmente, rimangono folgorati dopo che il nigeriano segna tre reti proprio contro i bianconeri nei playoff.
Nell’estate del 2003, la Vecchia Signora stacca un assegno da circa 600 mila euro per portarlo a Torino. In Primavera forma una coppia atomica con Raffaele Palladino: i due si cercano, si trovano e segnano a ripetizione. Benjamin segna persino a Gianluigi Buffon durante la classica amichevole in famiglia a Villar Perosa, un rito che per i tifosi juventini equivale a un’investitura ufficiale.
La notte di Siena: 24 minuti per la gloria
Marcello Lippi decide che il ragazzo è pronto. Il debutto avviene negli ottavi di finale di Coppa Italia contro il Siena. La Juve è sotto di un gol, il gioco ristagna. Al 58′, Lippi richiama Ruben Olivera e getta nella mischia il diciannovenne Onwuachi. La partita cambia. Zalayeta pareggia, ma a otto minuti dalla fine è Benjamin a infilarsi tra i difensori toscani e a battere Fortin con una freddezza da veterano.
È il debutto perfetto: una presenza, un gol, una vittoria. La stampa parla già di un nuovo fenomeno, ma quella resterà, incredibilmente, la sua unica apparizione ufficiale con la maglia della Juventus.
Il bivio del destino: infortuni, Capello e il caso Standard Liegi
Con l’addio di Lippi e l’arrivo di Fabio Capello, gli spazi per i giovani si chiudono drasticamente. L’arrivo di Zlatan Ibrahimovic oscura definitivamente il talento di Lagos. La Juventus sceglie la via del prestito e lo manda alla Salernitana in Serie B nel 2004/05. In Campania, però, la magia svanisce: 15 presenze e solo 4 gol in un’annata tormentata che si conclude con il fallimento della società granata.
Nel 2005 la Juventus lo cede allo Standard Liegi, ma qui la sfortuna si trasforma in grottesco. Il trasferimento viene contestato dalla Guardia di Finanza per presunte irregolarità e il club belga, per evitare sanzioni, decide di stracciare il contratto. Benjamin si ritrova senza squadra, lontano dall’Italia e con un ginocchio che inizia a tormentarlo (la rottura del crociato segnerà l’inizio del calo fisico).
Benjamin il girovago del calcio: dalla Grecia al Libano
Inizia così un’odissea calcistica che lo porta a diventare un vero “globetrotter” del pallone. Onwuachi cerca fortuna ovunque e trova una sua dimensione in Grecia, tra Ionikos e Kavala, dove segna complessivamente oltre 40 reti, diventando un idolo locale. Gioca poi anche a Cipro, dove vince un campionato con l’AEL Limassol e gioca in Coppa UEFA con l’APOEL Nicosia. Tenta l’avventura anche in Romania all’Otelul Galati (che dura solo due mesi) e finisce persino nella Premier League libanese con il Salam Zgharta. Dalla Juventus alla periferia del mondo: Onwuachi insegue per anni quel “guizzo” visto a Siena, ma la scintilla non scocca più.
Il ritorno in Italia e il ritiro silenzioso
Nel 2017, ormai trentatreenne, Benjamin torna dove tutto era iniziato: l’Italia. Ma non ci sono più i riflettori dello Stadium o le chiamate di Lippi. Firma per i Nerostellati in Abruzzo, tra i dilettanti, e successivamente per la Folgore Rubiera. Si ritira ufficialmente al termine della stagione 2018-2019, chiudendo una carriera che resterà per sempre appesa a quel gol del 2003. Benjamin Onwuachi rimane il simbolo di come il calcio possa essere effimero: una stella che ha brillato intensamente per una sola notte, lasciando dietro di sé il rimpianto di ciò che sarebbe potuto essere e non è stato.
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