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Mathis Mout, il futuro è già qui: l’idolo Zidane e la scommessa (vinta) di Juric per il Monza

Mathis Mout, classe 2007 del Monza, ha esordito in Serie A contro l’Inter a San Siro: 70 minuti e l’assist per il gol del momentaneo 1-1.

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Mout Monza
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San Siro, il palcoscenico dei grandi: Mout si prende la scena

Ci sono esordi che arrivano in punta di piedi e altri che scelgono il palcoscenico più grande. Per Mathis Mout, la prima volta in Serie A è stata proprio così: San Siro, l’Inter davanti e una maglia da titolare addosso. Una notte che un ragazzo classe 2007 difficilmente potrà dimenticare. Il risultato, però, non racconta tutto: il Monza cade 4-1, ma nel primo tempo trova il coraggio di rialzare la testa. Al 29′ c’è anche la firma di Mout, che pesca in verticale Gustavo Varela e gli consegna il pallone del momentaneo 1-1. Un assist che vale molto più di una semplice statistica: è il primo lampo di un ragazzo alla sua prima partita nella massima serie. Settanta minuti a San Siro, contro i campioni d’Italia, con la personalità di chi sembra aver aspettato quel momento da sempre.

La fiducia di Ivan Juric

Forse, però, quella notte non è arrivata per caso. Ivan Juric ha scelto Mout fin dal primo giorno, mettendolo subito dentro il mondo dei grandi. Nell’amichevole contro il Galatasaray il giovane centrocampista ha giocato 58 minuti, mostrando qualità e personalità in mezzo al campo. Poi è arrivata la Coppa Italia contro l’Avellino: 85 minuti nel 3-0 dei brianzoli, una prestazione che ha dato ancora più forza alle convinzioni dell’allenatore croato. Quando è arrivato il momento di scegliere l’undici per San Siro, Juric non ha avuto paura di affidarsi ancora a lui. La risposta è stata quella che ogni allenatore spera di ricevere quando decide di puntare su un giovane: 70 minuti di personalità e un assist pesante. Mout non ha semplicemente esordito. Ha fatto capire di essere pronto.

Dalle giovanili al sogno

Dietro quella corsa a San Siro c’è un percorso costruito mattone dopo mattone. Mout è cresciuto nel settore giovanile del Monza, partendo dall’ala destra e arretrando progressivamente il proprio raggio d’azione fino a trovare nel cuore del centrocampo la sua dimensione migliore. Il suo idolo è Zinedine Zidane, un nome che sembra quasi scritto nel destino di un centrocampista che ama giocare e far giocare. Da quest’estate è stabilmente con la prima squadra e il rapporto con i compagni è nato subito sotto il segno dell’umiltà. Mout si è messo a disposizione, ha ascoltato, lavorato e aspettato il proprio momento. Senza scorciatoie e senza fretta. Ha percorso tutta la strada dalle giovanili fino alla prima squadra, passando dall’Under 17 e continuando a crescere anno dopo anno. Poi è arrivata l’occasione… e Mathis l’ha presa al volo.

La linea verde di Juric

Mout, però, non è l’unico giovane a cui Ivan Juric ha affidato una parte del futuro del Monza. Contro l’Inter hanno trovato spazio anche Adam Bakoune, classe 2006, e Lorenzo Lucchesi, classe 2003. Per Eddy Kouadio, invece, si è trattato del debutto in Serie A con la maglia del Monza, dopo aver già assaggiato la massima serie con la Fiorentina. Una strada, quella della fiducia ai giovani, che Juric conosce bene. Nel corso della sua carriera l’allenatore croato ha dato spazio a diversi ragazzi, da Pietro Pellegri ai tempi del Genoa fino a Gvidas Gineitis, Zanos Savva e Alessandro Dellavalle al Torino. Savva, in particolare, trovò anche il gol al debutto contro il Verona. Ora c’è Mout. Un altro ragazzo, un’altra storia, un’altra pagina da scrivere. E quella palla servita a Varela, potrebbe essere soltanto l’inizio.

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