Notizie
Inter, Topalovic e Chivu: perché questo matrimonio… s’ha da fare
Topalovic, dalla pre-season un assist per il futuro?
Non è trequartista, non è mezz’ala, sa solo quello che non è. Eppure, a differenza del noto cartone animato con il simpatico cane-lupo come protagonista, in questo caso non è un disvalore. Luka Topalovic rappresenta quei meravigliosi ibridi tutti talento, estro e freschezza che nel calcio di oggi sono destinati a fare sempre di più la differenza. L’Inter lo sa perfettamente, e per due anni ha accompagnato il ragazzo nel suo processo di crescita graduale e costante, consapevoli di aver avuto un’intuizione di mercato geniale. Ora però, serve la firma sul capolavoro e la pre-season folgorante del classe 2006 è un segnale inequivocabile: i nerazzurri potrebbero aver trovato il “nuovo Mkhitaryan” sfruttando ancora quel vento dall’est, che dalle parti della Pinetina porta sempre qualcosa di nuovo…
Sulla scia di Stankovic e… Ilicic
Il rapporto tra l’Inter e l’Est Europa, specialmente a centrocampo, è idilliaco. Stankovic, sia senior che junior, ne sono gli esempi lampanti, ma ultimamente il nome che ha preso in consegna questa eredità è stato Mkhitaryan. Qualità, ogni tanto quella dose generosa di tigna, qualche carattere più spigoloso, qualcuno più malleabile. Come si inserirebbe Luka Topalovic all’interno di questo gruppo? Si dovrebbe calare nella parte dell’agitatore, che è forse il vestito tattico che indossa più volentieri. Perché infondo il ventenne sloveno è proprio questo: gli piace scuotere la partita, con i suoi tempi e le sue classiche giocate. Un po’ come un altro grande fantasista che arriva dalla sua terra, un talento bello e dannato che con un ‘altra maglia nerazzurra ha disegnato calcio: parliamo ovviamente di Josip Ilicic, che Topalovic ricorda per la leggerezza con cui sa mandare in porta i compagni, anche se ancora non ha imparato ad aprire il compasso come lui.
E poi c’è quell’andatura scanzonata, di chi sa che può dare del “tu” al pallone senza peccare di lesa maestà. Nonostante questo, onora il gioco e con i suoi tocchi vellutati ha incantato sia in Primavera che con l’Under 23, dove ha confermato i lampi di classe regalati in Under 20. 4 gol e 6 assist alla prima esperienza in Serie C, all’interno di una stagione da insostituibile con 34 partite giocate in campionato. In precedenza, annata d’esordio detonante in Primavera 1, con 8 reti, 4 passaggi vincenti e la capacità di incidere che hanno solo i leader tecnici. Il tutto condito da uno Scudetto Under 20 che sapeva di antipasto per qualcosa di molto importante.
Chivu-Topalovic: un sodalizio prima sfiorato, ora possibile
Nel suo grande disegno, il destino aveva altri piani quel 30 giugno 2024, quando Christian Chivu usciva dalla porta sul retro, mentre Topalovic entrava da quella principale, con un’etichetta da 1,17 milioni di euro sulla schiena. Si sono sfiorati, andando ad inerzie da un incontro che sarebbe stato solo rimandato. Perché in quella stagione di mezzo, Luka si è preso i riflettori con la bellezza magnetica delle sue giocate, per poi prendersi l’Under 23 e infine la prima squadra, che ironia della sorte era intanto passata nelle mani del tecnico rumeno. E se è vero che il talento riconosce il talento, allora deve essere successo proprio questo nell’ultima partita di Campionato 25/26.
Sempre il 23 maggio, data ricorrente perché un anno prima aveva segnato l’esordio assoluto in Serie A con Inzaghi. Stavolta però, quei dieci minuti non sono soltanto simbolici, per gonfiarsi il petto e sistemarsi il cravattino davanti ai riflettori. In primis, perché i contenuti offerti dallo sloveno sono di assoluto livello. L’assist per Diouf, con il pensiero che viaggia prima del pallone (che comunque è perfetto sulla profondità), arriva persino a Marcus Thuram, che commenta su Instagram: “Anche io ho bisogno di passaggi così”. Insomma, le investiture non mancano, e la tripletta scintillante nella prima uscita estiva è un ulteriore impulso. Adesso, servirà anche quel pizzico di visione, determinante nell’ingresso definitivo all’interno della prima squadra. E se c’è un uomo in grado di compiere questa scelta, anche divisiva, quello è sicuramente Christian Chivu.
Continua a leggere le notizie di Mondo Primavera e segui la nostra pagina Facebook