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Juventus, Marchisio e Corigliano brillano: segnali dal futuro

Juventus, contro la Cremonese spazio ai giovani: Marchisio e Corigliano hanno mostrato personalità e qualità nonostante la sconfitta.

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Davide Marchisio
Davide Marchisio

Una sconfitta che lascia qualche indicazione

La Juventus esce sconfitta dall’amichevole contro la Cremonese, ma il risultato passa inevitabilmente in secondo piano rispetto al contesto nel quale è arrivata la partita. Le numerose convocazioni dei giocatori con le rispettive nazionali hanno infatti costretto Luciano Spalletti a presentare una formazione profondamente rimaneggiata, dando spazio a diversi elementi delle formazioni giovanili.

Dal primo minuto hanno trovato posto Makiobo, Amaradio e Grelaud, mentre nella ripresa il tecnico ha modificato completamente l’undici, permettendo a tanti altri giovani di misurarsi con una realtà diversa da quella abituale. Tra questi Radu, Brancato, Corradi, Rizzo, Ripani, Durmisi e Montero, fino ad arrivare a Savio, Marchisio e Corigliano.

Marchisio, personalità in mezzo al campo

Proprio gli ultimi due nomi meritano però un’attenzione particolare. Entrambi sono classe 2009 e rappresentano una delle generazioni più interessanti del vivaio bianconero. Marchisio, figlio d’arte, è stato impiegato nel cuore del centrocampo, ruolo nel quale ha potuto mostrare caratteristiche tecniche e personalità nonostante la giovane età.

Entrare in una partita già iniziata, contro una squadra che affronta la Juventus senza alcun timore reverenziale, non è semplice. Eppure il giovane centrocampista ha mostrato intraprendenza, cercando di entrare nel vivo del gioco e di dare qualità alla manovra. Un approccio che racconta anche la mentalità con cui il ragazzo sta affrontando il percorso di crescita tra Under 18 e Primavera.

Corigliano e la qualità sulla trequarti

Se Marchisio ha cercato di incidere centralmente, Corigliano ha avuto modo di muoversi maggiormente in posizione più esterna, pur partendo da una zona del campo nella quale è abituato a esprimersi: la trequarti. Anche per lui, classe 2009, l’impatto con la prima squadra ha rappresentato un’occasione importante per mettere in mostra qualità e personalità.

Al di là del risultato finale, alcune giocate del giovane bianconero hanno lasciato intravedere quel talento che può permettergli di continuare a scalare le gerarchie del settore giovanile. La capacità di giocare tra le linee, associarsi con i compagni e cercare la giocata offensiva sono aspetti che hanno attirato l’attenzione.

Due indizi per il futuro

La sfida con la Cremonese, dunque, può essere letta anche attraverso una prospettiva diversa dal semplice risultato. Le assenze hanno aperto una finestra sulla Next Gen del futuro e Spalletti ha potuto osservare da vicino diversi ragazzi.

Tra tutti, Marchisio e Corigliano hanno offerto segnali particolarmente interessanti. Sono ancora giovanissimi e il percorso davanti a loro è lungo, ma personalità e qualità mostrate in un contesto del genere rappresentano una base sulla quale costruire. Per la Juventus, in una giornata chiusa con una sconfitta, sono proprio questi piccoli segnali a poter diventare i motivi più incoraggianti in vista del futuro.

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