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Handanovic e l’addio all’Inter: tutta la verità sulla Primavera, “il club non ha accettato la mia idea”

Handanovic spiega l’addio all’Inter: dalla proposta per la Primavera al nodo dei giocatori dell’U23.

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Samir Handanovic
Samir Handanovic

La scelta di Handanovic

Samir Handanovic ha spiegato, a Il Giornale, i motivi che lo hanno portato a interrompere il suo percorso con l’Inter dopo l’esperienza alla guida dell’Under 17 nerazzurra. Una decisione maturata nelle scorse settimane e legata soprattutto a una diversa visione sul lavoro nel settore giovanile. L’ex portiere sloveno, che ha intrapreso la carriera da allenatore dopo il ritiro dal calcio giocato, avrebbe avuto la possibilità di proseguire la propria esperienza all’interno del club, ma ha scelto di non accettare la proposta.

La proposta della Primavera

Il punto centrale della vicenda riguarda l’offerta ricevuta dall’Inter per guidare la Primavera. Handanovic ha raccontato che la società gli aveva prospettato questo incarico già a marzo, ma le condizioni non coincidevano con la sua idea di gestione della squadra.

“A marzo l’Inter mi ha offerto la Primavera, volevo giocare col mio gruppo anche con giocatori sotto età. Nei settori giovanili italiani c’è un’abitudine sbagliata: avrei allenato i miei ragazzi e poi in partita avrei dovuto far giocare chi non l’aveva fatto nell’U23”. L’allenatore avrebbe quindi voluto continuare a lavorare con il gruppo cresciuto insieme a lui, valorizzando anche quei ragazzi considerati eleggibili nonostante l’età inferiore rispetto alla categoria.

Il nodo dell’U23

La questione, secondo Handanovic, non era soltanto tecnica, ma riguardava soprattutto la filosofia alla base del percorso di crescita dei giovani calciatori. L’ex numero uno nerazzurro non condivide infatti una gestione nella quale la formazione Primavera possa diventare una sorta di prosecuzione dell’Under 23 per quei giocatori che trovano meno spazio.

“Il senso di tutto ciò? Se non sei buono per giocare in C perché devi farlo con la Primavera?”

Una posizione netta, che ha finito per creare una distanza con la società. Handanovic avrebbe voluto maggiore continuità nel lavoro quotidiano, portando in partita i giocatori con cui aveva costruito il proprio percorso e dando loro la possibilità di confrontarsi con una categoria superiore.

La decisione e il rammarico

Di fronte alla mancata condivisione di questo principio, Handanovic ha preferito non proseguire la collaborazione con l’Inter. “Il club non ha accettato il mio principio così mi sono fatto da parte.” Una scelta coerente con la sua idea di calcio e di formazione, anche se accompagnata da una certa amarezza per le tempistiche.

L’ex portiere ha infatti sottolineato come la decisione definitiva sia arrivata troppo tardi per consentirgli di valutare concretamente altre opportunità professionali. “Peccato averlo saputo a giugno, quando non c’era più tempo per trovare un altro posto”. Un addio, dunque, maturato non per ragioni legate al campo, ma per una divergenza di vedute sulla gestione e sulla crescita dei giovani nerazzurri.

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