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Empoli, Caputo riparte dai giovani: “Voglio trasmettere ciò che a me è mancato”
Ciccio Caputo racconta il nuovo ruolo nel settore giovanile dell’Empoli: tecnica, movimenti offensivi e supporto mentale ai ragazzi.
Empoli, Caputo racconta il nuovo ruolo: “Serve anche una parola nei momenti difficili”
Da bomber a punto di riferimento per gli attaccanti del futuro. Francesco “Ciccio” Caputo ha iniziato una nuova fase della propria carriera entrando nello staff del settore giovanile dell’Empoli come collaboratore tecnico dedicato ai reparti offensivi di Primavera, Under 17, Under 16 e Under 15.
Un ruolo costruito attorno all’esperienza maturata in tanti anni di calcio professionistico, con l’obiettivo di accompagnare i ragazzi in un percorso che Caputo conosce bene: quello che porta dal settore giovanile e dalle categorie inferiori fino ai palcoscenici più importanti.
Intervistato da Gianlucadimarzio.com, l’ex centravanti ha spiegato soprattutto cosa lo abbia spinto ad accettare questa nuova sfida. “In passato non ho mai avuto una figura così specializzata che mi desse indicazioni e consigli. Mi sono dovuto adattare. Adesso voglio trasmettere ai ragazzi quello che a me è mancato”.
Caputo: “Ogni ragazzo ha i propri tempi”
Il lavoro parte innanzitutto dalla conoscenza del singolo calciatore. Caputo non vuole applicare un metodo uguale per tutti, ma costruire un percorso specifico sulla base delle caratteristiche e delle difficoltà di ciascun ragazzo.
“Bisogna capire le caratteristiche e le lacune di ogni ragazzo, perché ognuno ha i propri tempi”.
Gli aspetti sui quali si concentra maggiormente riguardano tecnica individuale, smarcamento e movimenti offensivi nelle diverse zone del campo, sempre in coordinamento con gli allenatori delle varie squadre. Una parte importante del lavoro passa anche dall’analisi video, utile per individuare dettagli e situazioni da riproporre poi nelle esercitazioni.
“Serve anche una parola nei momenti difficili”
Per Caputo, però, la crescita di un giovane non passa soltanto dall’aspetto tecnico. Il nuovo collaboratore dell’Empoli attribuisce grande importanza anche alla componente mentale.
“Il lato psicologico è importante. Quando un ragazzo non gioca può aver bisogno di una parola in più. Bisogna fargli capire che ci sono momenti difficili e che non deve mollare”.
Un concetto che nasce direttamente dalla sua esperienza personale, costruita attraverso sacrifici, attese e momenti nei quali è stato necessario ripartire.
“Voglio aiutare più ragazzi possibile”
Caputo considera questa esperienza anche un primo passo per capire quale possa essere il suo futuro nel calcio. Senza fissare ancora un ruolo preciso, l’ex attaccante ha però un obiettivo molto chiaro.
“Voglio aiutare più ragazzi possibili, attaccanti e non. Mi piacerebbe che tra qualche anno un giocatore potesse dire che mister Caputo lo ha aiutato a migliorare qualcosa”.
Sul possibile futuro da allenatore non si sbilancia: “Non so se fare l’allenatore sarà la strada giusta per me, ma credo di poter dare qualcosa in più sul campo”.
Per il momento, quindi, la missione è ben definita: mettere esperienza, conoscenze e sensibilità al servizio dei giovani dell’Empoli, provando a offrire loro quel supporto specialistico che lui stesso avrebbe voluto trovare agli inizi della propria carriera.
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