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Fiorentina, Paratici: “Voglio vedere 10 giocatori del vivaio in prima squadra. E l’U23 al Viola Park”
Fabio Paratici sul futuro della Fiorentina: tra l’eccellenza del Viola Park, il progetto Under 23 e le riforme per rilanciare il calcio italiano.
La visione di Paratici: “Dieci giovani dal vivaio alla prima squadra”
Dalle colonne del Corriere della Sera, il direttore sportivo della Fiorentina, Fabio Paratici, ha tracciato la rotta per il futuro del club viola, mettendo al centro del progetto il Viola Park e una visione internazionale della gestione sportiva. Con un paragone audace con Valdebebas (il centro sportivo del Real Madrid) e una critica costruttiva al sistema calcio italiano, Paratici ha delineato la sua ambizione: trasformare l’eccellenza strutturale in una fabbrica di talenti pronti per la Serie A, puntando con decisione sull’istituzione di una Under 23 e su riforme radicali per i vivai. Ecco i temi principali trattati nell’intervista.
Le parole di Paratici
Sul Viola Park e i giovani: “A lavorare qui ti senti davvero al Real, salvo bruschi risvegli alla domenica. Alla Fiorentina non esistono ritiri punitivi: quale punizione sarà mai passare qualche giorno qui dentro? Ho firmato un contratto lungo perché voglio vedere dieci ragazzi cresciuti qui dentro arrivare in prima squadra, e altri diventare comunque professionisti”.
Sugli obiettivi: “Innanzitutto, tanta formazione per i 110 dipendenti del centro sportivo. È fondamentale perché io studio ogni giorno della mia vita, mentre in Italia è tutto empirico. Parlo di numeri, non di algoritmi che è un modo per mandare in vacca il discorso: sono i numeri a darmi i nomi dei tre giocatori migliori per il ruolo che cerco, poi la scelta è mia e va anche a sensazione, l’intuito è fondamentale. Invece qui da noi passa tutto come un’opinione, e in quanto tale legittima. Invece io dico che mancare tre Mondiali non è un’opinione, è un fatto. Tremendo”.
Sulle riforme che farebbe: “La Federazione dovrebbe emanare le linee guida per i vivai come il ministero dell’Istruzione fa per le scuole. Uguali per tutti, dovrebbe controllare la loro applicazione con ispettori. A 5 anni si impara il controllo, a 6 il passaggio facendo correre veloce la palla, a 7 si comincia con l’uno contro uno. Niente classifiche almeno fino a 12 anni, parola d’ordine enjoy come in Inghilterra. Tattica di reparto a 13, tattica di squadra a 15. E se un allenatore ha la fortuna di avere quattro piccoli numeri 10 in una leva deve trovare il modo di metterli assieme, non schierarne uno e lasciare in panchina gli altri tre. Nel settore giovanile vanno costruiti i singoli per poi organizzarli in squadra, il contrario degli adulti dove si parte dalle squadre per esaltarne i singoli”.
Sull’idea Under 23: “La Fiorentina deve farlo, col Viola Park. E deve svilupparsi in ogni possibile direzione. Apprezzo molto il business che sta dietro al Como, questo sviluppo del brand del lago, in effetti un luogo bellissimo. Ma vogliamo mettere con Firenze? Le potenzialità sono immense, sono qui per sfruttare le conoscenze che ho acquisito”.
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