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Rao, gol con l’Italia Under 20 e segnale forte al Pisa: perché può essere l’uomo-promozione

Dopo un inizio di stagione con poche chance, Emanuele Rao vuole prendersi il Pisa. E dalla sosta Nazionale arrivano segnali inequivocabili.

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Emanuele Rao
Emanuele Rao

Il Pisa sorride nella sosta Nazionali: brilla la stellina di Emanuele Rao

La partenza in Serie B non è stata esaltante per il Pisa, e la traiettoria del rendimento di Emanuele Rao ha seguito a ruota l’andamento della squadra. Per entrambi, la sosta Nazionali è stata preziosa come acqua nel deserto, per tempismo e perché dà modo soprattutto al classe 2006 di mettere fiducia da direzionare in campionato. E così è stato, specialmente nell’ultimo appuntamento con l’Italia U20: l’Elite League era stata arida di soddisfazioni per gli “azzurrini” fino all’ultimo appuntamento in programma, quello il 3 ottobre contro la Francia. Una data che può rappresentare una sliding door, un “prima” e un “dopo” nella stagione di Rao e, di riflesso, in quella del Pisa che in lui ripone tante aspettative.

Il gol come benzina per alimentare la stagione

Per ogni attaccante, la medicina universale è il gol. Ed Emanuele Rao non fa eccezione: il 3 ottobre 2026 potrebbe essere stata la sua epifania nella nuova avventura con il Pisa, e l’assist arriva indirettamente dalla sosta per le Nazionali. In Francia-Italia, Nunziata opta per un 4-3-1-2 con Rao a supporto di Lavelli. Scelta azzeccata: il numero 9 si procura un rigore, che l’11 realizza portando in vantaggio gli “azzurrini”. Un flash con cui il classe 2006 prova a cambiare passo dopo 2 partite in cui era stato piuttosto sottotono.

Ritmo che dovrà cambiare anche in Serie B: il ventenne ha collezionato solo 60 minuti in 3 apparizioni, tutte dalla panchina, a cui si aggiungono circa 74 minuti in Coppa Italia in 2 presenze. Siamo a 5 match giocati e una media di circa 27 giri d’orologio per partita disputata. Troppo poco tempo per incidere, in un minutaggio che certifica al momento la scarsa fiducia nei suoi confronti.

Ora però, la scossa di energia è arrivata, ed è forse il momento più opportuno: il prossimo weekend torna in campo la Serie B e il Pisa è impegnato sul campo del Vicenza. L’emergenza di punti è evidente, con i nerazzurri a quota 7 e lontani già 6 lunghezze dal Palermo. Ma soprattutto, si respira l’urgenza di trovare soluzioni diverse in un attacco che ha segnato 4 degli 8 gol totali della squadra. Motivo in più per giocarsi la carta del fantasista ex Spal, che ha già dimostrato in passato di saper scardinare le difese della Serie B: nell’annata da incubo del Bari nel 25/26, lui è stato l’unico a dare impulsi con un bottino di 6 gol e 3 assist ma soprattutto tanta pericolosità offensiva e varietà di colpi.

L’ennesimo bivio in una carriera che ha già subito molti colpi proibiti

Emanuele Rao e la paura di sbagliare sono due rette che viaggiano perfettamente in parallelo. Non perché il classe 2006 ostenti sicurezza o saccenza, bensì per il percorso che lo ha portato ad essere uno degli esordienti più giovani in Serie C. La prima difficoltà, che tutt’oggi lo condiziona, è rappresentata dal diabete, che ha scoperto all’età di 9 anni. Un ostacolo non indifferente nel percorso di crescita di un giovane che ha imparato a conviverci. In primis, con l’aiuto della famiglia e del padre. Così, tra un allenamento e una bottiglia di acqua e zucchero per monitorare i livelli di insulina, è arrivato il salto alla Spal: una sfida ulteriore, superata grazie a dei tutor e ad un microinfusore che Rao ha confessato di tenere anche durante il riscaldamento pre-partita e durante l’intervallo.

Una cura maniacale al dettaglio, ma necessaria per permettergli di inseguire un sogno alimentato dal suo talento. Perché nonostante le immense difficoltà, a sostenerlo c’è sempre stato quel dettaglio lì, ben poco marginale. La qualità nella ricerca della giocata, il dribbling e la rapidità. Abbastanza per stregare prima il Bari e poi il Pisa, dove sta cercando continuità di minutaggio per sprigionare le sue qualità. E magari, chissà, seguire le orme dei suoi due modelli calcistici, ovvero Leao e Lookman.

 

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