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Como, Suwarso: “Pochi italiani in rosa? Costano troppo, meglio produrli in casa”
Il presidente del Como Mirwan Suwarso spiega perché il club non acquista campioni italiani: l’analisi sui costi e il piano quinquennale per il vivaio.
“Volevamo Barella e Bastoni, ma i costi sono elevati”: Suwarso svela la strategia per il futuro del Como
In occasione della tavola rotonda “Il calcio del futuro” svoltasi al Mapei Stadium, il presidente del Como, Mirwan Suwarso, ha affrontato con estrema schiettezza uno dei temi più dibattuti dalla critica: la limitata presenza di talenti italiani e giovani locali all’interno della prima squadra lariana. In questo aprile del 2026, il numero uno del club ha spiegato che non si tratta di una mancanza di volontà, ma di una precisa dinamica economica che penalizza il mercato interno.
L’ostacolo economico: “Acquistare all’estero è differente”
Suwarso ha analizzato le difficoltà burocratiche e finanziarie che rendono complesso l’acquisto di calciatori nel panorama nazionale, paragonando la situazione del Como a quella di altri grandi club europei. “Acquistare all’estero è differente, puoi pagare in differenti rate”, ha chiarito il presidente, evidenziando come la flessibilità dei mercati esteri permetta una gestione più sostenibile del budget rispetto alle pretese immediate dei club italiani.
Il presidente ha poi fatto i nomi di alcuni profili che avrebbero potuto alzare il tasso di “italianità” della rosa, ma che sono rimasti semplici suggestioni a causa delle richieste economiche: “Magari potevamo volere Riccardo Orsolini, Fabiano Parisi, Alessandro Bastoni o Nicolò Barella, ma i costi sono elevati”.
La soluzione nel lungo periodo: il piano quinquennale
Per superare questo impasse, la strategia del Como non prevede spese folli, bensì un investimento massiccio e paziente sulle proprie strutture. L’obiettivo è quello di smettere di cercare i campioni italiani sul mercato, iniziando a crearli direttamente nel centro sportivo del club.
“Siamo molto pazienti, stiamo investendo ma già nei prossimi 5 anni speriamo di riuscire a vedere i frutti dei nostri investimenti”, ha dichiarato Suwarso. Il club ha già iniziato a inserire i primi profili nel giro delle nazionali giovanili azzurre, segno che il processo di crescita organica è già stato avviato. La visione della proprietà è chiara: la sostenibilità finanziaria non può essere sacrificata per un instant-team, e la vera rivoluzione del Como passerà per un vivaio capace di produrre i pilastri della squadra del futuro.
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