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Braschi, da Firenze alla Svizzera senza paura: il primo gol al Thun e la nuova vita del bomber viola

Riccardo Braschi segna il primo gol ufficiale con il Thun in Coppa Svizzera: decisivo anche nella serie dal dischetto.

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Riccardo Braschi

1Braschi, da Firenze alla Svizzera: il primo gol apre un nuovo capitolo

Lasciare Firenze, dopo averci praticamente costruito tutta la propria vita calcistica, non deve essere stato semplice. Riccardo Braschi era arrivato nel settore giovanile della Fiorentina da bambino, aveva attraversato tutte le categorie, segnato con la Primavera, debuttato con la prima squadra e vissuto persino la gioia dello Scudetto. Poi, nell’estate 2026, la scelta di cambiare completamente orizzonte e partire per la Svizzera. Una decisione coraggiosa, premiata il 18 ottobre dal primo gol ufficiale con la maglia del Thun.

Una rete arrivata su rigore in Coppa Svizzera contro lo Schaffhausen, con Braschi entrato dalla panchina e capace di prendersi subito una responsabilità pesante. Non solo: dopo il pareggio avversario nei supplementari, l’attaccante italiano ha trasformato anche il proprio tiro nella successiva serie dal dischetto, contribuendo al passaggio del turno del Thun.

Firenze, una storia iniziata da bambino

Braschi è nato a Firenze nel 2006 e arriva alla Fiorentina quando ha appena otto anni, dopo i primi passi nella Sestese. Da quel momento il viola diventa praticamente una seconda pelle. Cresce nel settore giovanile, attraversa anni non sempre semplici e deve fare i conti anche con diversi problemi fisici che ne rallentano la crescita.

Proprio in quel periodo sceglie di lavorare ancora di più, arrivando a trascorrere alcune estati in Croazia per migliorarsi individualmente. Una tappa particolare, ma utile per capire quanto il suo percorso sia stato costruito anche lontano dai riflettori.

Negli anni successivi cambia passo. Dopo una prima stagione in Primavera con appena un gol, arriva a quota 13 e poi esplode definitivamente nel 2025/26, chiudendo l’annata con 19 reti complessive considerando anche i playoff.

Lo Scudetto e il sogno della prima squadra

La stagione 2025/26 diventa quella della consacrazione. Braschi non è più soltanto uno dei riferimenti della Primavera, ma riesce finalmente ad affacciarsi anche tra i grandi. A marzo arriva l’esordio con la Fiorentina in Conference League, un momento dal forte valore emotivo per chi quella maglia l’aveva sempre tifata. Poche settimane più tardi debutta anche in Serie A, colpendo persino un palo contro la Roma, prima di trovare spazio dal primo minuto contro il Genoa.

Ma il momento simbolicamente più forte arriva con la Primavera. Nella finale Scudetto contro il Parma, Braschi si presenta sul dischetto e segna il gol che sblocca la partita. La Fiorentina vincerà 2-1 e tornerà campione d’Italia Primavera dopo 43 anni.

La scelta Thun

Dopo una stagione del genere, la strada più semplice sarebbe forse stata aspettare un’altra occasione a Firenze o cercare un prestito in Italia. Braschi sceglie invece una strada differente.

Nell’estate 2026 lascia la Fiorentina a titolo definitivo e firma con il Thun, scegliendo di misurarsi subito con un calcio diverso, una nuova lingua e un nuovo contesto. Una decisione significativa per un ragazzo cresciuto praticamente sempre nello stesso ambiente. I primi mesi servono soprattutto per adattarsi. Arrivano minuti nelle competizioni europee e in Super League, poi il gol in amichevole contro il Kriens. Mancava però ancora la prima rete ufficiale.

Un altro rigore per ricominciare

Quella rete è arrivata il 18 ottobre contro lo Schaffhausen. Braschi entra nella ripresa, la partita va ai supplementari e al 94’ il Thun conquista un rigore. Sul pallone va lui. Destro, gol e primo centro ufficiale in Svizzera. C’è quasi un filo che collega questo momento con l’ultima grande notte vissuta a Firenze. Anche nella finale Scudetto contro il Parma era stato Braschi a presentarsi dagli undici metri e a sbloccare la partita. Qualche mese più tardi, lontano da casa e con una maglia diversa, ancora un rigore ha segnato l’inizio di un nuovo capitolo.

Braschi ha lasciato Firenze quando sembrava finalmente vicino al sogno costruito fin da bambino. Non per allontanarsi da quel percorso, ma per provare a dargli continuità altrove. Il primo gol ufficiale con il Thun non cambia da solo la sua stagione, ma rappresenta un passaggio importante. Perché dopo una vita trascorsa in viola, Riccardo Braschi ha iniziato a scrivere davvero la sua storia anche lontano da Firenze.

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