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Bologna, da Tedesco a Palladino: come cambia il futuro di Libra nel nuovo undici rossoblù
Analisi sul futuro di Marco Libra nel Bologna: il giovane 2008 venezuelano cerca conferma anche nel nuovo 3-4-3 di Raffaele Palladino.
Libra ha conquistato la Serie A nelle prime uscite: ora la nuova sfida tattica con il cambio in panchina
Tra le note più liete in un avvio di campionato complesso per il Bologna, spicca senza dubbio l’esplosione di Marco Libra Alvarado. Il centrocampista nato a Caracas il 21 marzo 2008, ma cresciuto in Italia a partire dall’età di dieci anni dopo i primi passi mossi nella scuola calcio del Modena, sta dimostrando una maturità calcistica fuori dal comune.
Arrivato a Casteldebole nel 2021 grazie all’intuizione dell’allora responsabile del settore giovanile Daniele Corazza, il diciottenne venezuelano con passaporto italiano ha bruciato le tappe: dall’esperienza in Under 18 fino alla finale Scudetto e alla Primavera, conquistando persino la convocazione nella Nazionale maggiore del Venezuela sotto la gestione di Fernando Amorebieta.
L’ex tecnico Domenico Tedesco lo aveva eletto a sorpresa come risorsa stabile della prima squadra durante il ritiro estivo di Valles, premiandolo poi con il debutto assoluto in Serie A nel derby contro il Sassuolo e concedendogli altro minutaggio al “Maradona” contro il Napoli.
Il profilo tattico e l’adattamento al 3-4-3 del nuovo corso
L’addio di Tedesco e il contestuale arrivo di Raffaele Palladino sulla panchina rossoblù aprono tuttavia uno scenario del tutto nuovo per il giovane regista. Dotato di una stazza importante abbinata a grande lucidità nella gestione del possesso e visione di gioco verticale, Libra era stato valorizzato nel precampionato per la sua capacità di giostrare sia da pivot davanti alla difesa sia da trequartista d’inserimento.
Con il passaggio alla difesa a tre e al nuovo 3-4-3 impostato da Palladino, per il classe 2008 cambieranno parzialmente i compiti in mezzo al campo. Nel centrocampo a due del nuovo tecnico serviranno grandissima intensità, filtro e capacità di corsa, doti che Libra dovrà abbinare alla propria qualità tecnica per conquistare la stima dell’ex allenatore del Monza.
Palladino ha già ampiamente dimostrato in carriera di non guardare la carta d’identità e di saper valorizzare i profili giovani e affamati: sta ora al talento italo-venezuelano dimostrare di poter essere un perno fondamentale anche nel nuovo assetto felsineo.
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