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Baldini, scacco matto… alla Nazionale. È l’Italia più giovane di sempre
Silvio Baldini tira la prima sterzata: è davvero la “Giovane Italia”
Quando credi nelle tue idee, in una visione e nella programmazione, puoi anche abbattere i cliché e il facile qualunquismo. Silvio Baldini ha appena piazzato uno scacco matto… all’Italia. O meglio: a quella parte di Italia ancorata a valori che diventano disvalori. I primi convocati da quando è alla guida della Nazionale Maggiore stupiscono solo chi non lo conosce. E probabilmente, da oggi si apre un nuovo ciclo per il nostro calcio; o almeno c’è qualcuno che prova a tirare una sterzata, puntando sui giovani e sul talento.
Convocati Italia: è la Nazionale più giovane di sempre
Non ci sono equivoci, non c’è alcun errore di battitura: Silvio Baldini ha fatto la storia. A suo modo, magari dividendo o frammentando l’opinione pubblico, ma puntando forte sui concetti e sulle sue idee. Lo aveva annunciato fin da quando aveva accettato il delicato incarico di traghettare la Nazionale dopo il flop con la Bosnia: la sua Italia sarebbe stata un contenitore da riempire con energia, entusiasmo e talento dei giovani. Ed eccoci qui a commentare il gruppo azzurro più giovane di sempre.
I portieri
Un leader carismatico doveva essere inserito, e chi meglio del secondo capitano più giovane della storia della Nazionale. Gianluigi Donnarumma è la variabile impazzita dell’equazione: classe 1999, sarà probabilmente il difensore dei pali nelle partite contro Lussemburgo e Grecia. Occhio però a due new entry come Giovanni Daffara e Lorenzo Palmisani (entrambi classe 2004 alla prima chiamata con i grandi). Annata clamorosa per il portiere del Frosinone, con 15 clean sheet stagionali; cresciuto alla lunga l’estremo difensore dell’Avellino.
I difensori
Pietro Comuzzo e Marco Palestra rischiano di essere i “veterani”: sono entrambi 2005 e alla seconda chiamata con la Nazionale Maggiore. Con loro, spazio a Costantino Favasuli (2004), Fabio Chiarodia, Filippo Mané, Davide Bartesaghi (2005), Honest Ahanor, Gabriele Guarino (2004) e Luca Reggiani (2008). Con un conto rapido, l’età media del reparto è di 20,12 anni. Siamo davanti a qualcosa di epocale, che assumerà conformazioni ancora più rivoluzionarie con i centrocampisti e gli attaccanti.
I centrocampisti
Baldini continua a dare fiducia al gruppo che ha fatto grandi cose con lui in Under 21. A centrocampo, prima volta per Cher Ndour, Giacomo Faticanti, Matteo Dagasso e Luca Lipani. Tre classe 2004 e un 2005, a cui si aggiunge Niccolò Pisilli, che può vantare “ben” 2 presenze con la Nazionale Maggiore. Spazio anche a Niccolò Fortini (2006) della Fiorentina e un ex viola, Tommaso Berti (2004) punto fermo del Cesena.
Trequarti e attacco: fantasia al potere
Estro, dribbling e qualità nello stretto: in molti si lamentavano dell’assenza di queste tre caratteristiche fondamentali. Baldini ha ereditato anche il compito di trovare l’antidoto per questa carenza cronica di fantasia. E il tecnico si affida dunque alla vena artistica di chi ha già plasmato con gli “Azzurrini”. Largo a Luigi Cherubini, Luca Koleosho, Lorenzo Venturino, Dominic Vavassori e l’astro nascente Samuele Inacio.
In avanti, l’obiettivo è revitalizzare Francesco Camarda, accompagnato da Pio Esposito (l’unico ad aver assaggiato già la Nazionale Maggiore nel reparto degli attaccanti), Jeff Ekhator e Seidou Fini.
L’Italia che verrà riparte da oggi
20,45 è il numero da cui ripartire: l’Italia del restyling operato da Baldini ha questa età media. È la più bassa di sempre, ma è anche un simbolo attorno al quale poter ricostruire una nuova narrazione. È una spallata all’Italia calcistica più dogmatica, quella che invece di aggredire il futuro, lo affronta con la retromarcia inserita.
I prossimi appuntamenti per vedere questo gruppo all’opera sono: mercoledì 3 giugno alle 20:45 contro il Lussemburgo; domenica 7 giugno alle 20:45 contro la Grecia. Adesso, la parola passa al campo.
Luca Ottaviano
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