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Atalanta, Samaden sui giovani: “Conta il valore del ragazzo, non la carta d’identità”

Le dichiarazioni di Roberto Samaden a Sportitalia prima di Torino-Atalanta: la gestione dei giovani, il campionato Primavera e la sinergia con l’Under 23.

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Roberto Samaden

Le dichiarazioni di Roberto Samaden sui giovani

A pochi minuti dal fischio d’inizio della prima semifinale del Memorial Mamma e Papà Cairo 2026 tra Torino e Atalanta, Roberto Samaden è intervenuto ai microfoni di Sportitalia. Infatti, il responsabile del settore giovanile nerazzurro ha fatto il punto sulla filosofia della società bergamasca. Inoltre, il dirigente ha analizzato la gestione dei talenti tra le varie selezioni, con un focus sul rapporto tra la formazione Primavera e la squadra Under 23.

Superare le barriere anagrafiche

Nel suo intervento, Samaden ha subito sottolineato l’importanza di superare i pregiudizi legati alla data di nascita. A tal proposito, il dirigente ha spiegato:

“Credo che sarà uno dei punti da analizzare bene e adesso finalmente ci sono le persone che possono analizzare, valutare e decidere. Dal mio punto di vista, anche nel campionato Primavera è un po’ come nelle prime squadre: bisogna smetterla di fare questa distinzione. Se i giocatori sono bravi, che abbiano due o tre anni in meno o uno in più, non cambia”.

L’inserimento dei più giovani nel campionato Primavera

Inoltre, il responsabile del vivaio atalantino si è soffermato sul percorso dei ragazzi con meno esperienza all’interno della massima categoria giovanile:

“Sicuramente per i ragazzi del 2007 è un po’ penalizzante giocare un campionato dove poi incontrano ragazzi più giovani, non è sicuramente un grandissimo valore. Però ne abbiamo già avuto dimostrazione anche l’anno scorso con ragazzi del 2009 che già hanno partecipato al campionato Primavera. Quest’anno non è un problema vero il 2010, o un’eccezione come un 2011, ma poi arriveranno anche i ragazzi che oggi sono in Under-23”.

L’esperienza e il senso d’appartenenza

Infine, Samaden ha rimarcato il valore formativo di ciascuna tappa, ponendo l’accento sul senso di appartenenza al club nerazzurro:

“Anche per loro questa è un’esperienza e quindi se lo sarà con continuità o magari poi dovranno tornare in Under-18 o addirittura in Under-17, giocheranno comunque con la maglia dell’Atalanta, che è il vero valore”.

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