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Fantasia al potere: dietro l’imbattibilità dell’Empoli c’è l’inizio super di Orlandi

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Andrea Orlandi

Andrea Orlandi, l’intuizione dell’Empoli che sta dominando il Primavera 1

Non tutti gli eroi indossano un mantello. Alcuni, si prendono il peso di un simbolo che si manifesta attraverso altre forme, come la maglia numero 10 di una squadra di calcio. Eppure, Andrea Orlandi non la sta soltanto indossando con naturalezza, ma con quel numero sulla schiena sembra esserci nato. L’Empoli che arrivava in Primavera 1 dopo un’annata da rullo compressore in Primavera 2, aveva perso tanti tasselli nel proprio mosaico: Baralla ha salutato a gennaio 2026, mentre in estate l’attacco ha subìto un fortissimo restyling, salutando Perillo e Campaniello. Così, il ruolo di leader tecnico che era rimasto vacante dopo la salita in prima squadra di Salvatore Monaco lo ha preso in consegna quel ragazzo timido, a volte schivo, ma che con il pallone da calcio sa instaurare una relazione di assoluta simbiosi.

Da facilitatore ad accentratore: Orlandi si è preso l’Empoli

Andare in sottrazione, una tecnica utilizzata nel cinema per esaltare ulteriormente la narrazione. Ebbene, nell’Empoli andare in sottrazione a livello di organico si è rivelata una scelta insospettabilmente buona. Perché la perdita di risorse preziose ha portato alla scoperta di soluzioni nuove, di talenti a cui serviva l’innesco. E quel catalizzatore, per Andrea Orlandi, era un minutaggio più elevato e delle responsabilità offensive in più. Lo dimostra la sgasata devastante che ha dato in questo inizio di stagione: la sua tendenza ad incidere e determinare è direttamente proporzionale all’aumento di fiducia riposta nelle sue giocate.

La correlazione tra i due fattori si ottiene semplicemente raffrontando i numeri del 25/26 con quelli parziali di quest’anno: nella scorsa stagione, Orlandi veniva utilizzato come jolly, per piazzare qualche accelerazione a partita in corso; 13 partite su 20 totali le ha vissute da subentrato, giocando a mala pena 39 minuti di media ad ogni allacciata di scarpe. Oggi invece, è lui l’accentratore, e in appena 7 presenze in campionato ha raddoppiato l’impiego per partita (circa 78 minuti), pareggiando già il conto dei gol (4). Se questa non è una progressione spaventosa, ci siamo molto vicini: proviamo ora ad aggiungere a questi dati il peso di ogni sua giocata risolutiva.

L’Empoli è attualmente al primo posto in campionato, con 15 punti a fronte di 4 vittorie e 3 pareggi. Orlandi ha inciso direttamente nel 53% della classifica dei toscani: graffio nel 2-2 con l’Inter, altro timbro nel 3-3 con il Cesena, doppietta nel 2-1 al Sassuolo e assist nel 2-1 contro l’Atalanta. E per concludere questo capitolo, bisogna aggiungere che un terzo dei gol dell’Empoli (4 su 12 totali) porta il suo nome. L’essenza di qualcosa che può essere riassunto in un solo concetto: dominio.

La prima squadra lo osserva già da un po’

Per aggiungere ulteriore peso specifico alla partenza stupenda del classe 2007, c’è de registrare anche il continuo monitoraggio della prima squadra. Un occhio sempre presente, come un “Grande Fratello” pronto a catturare qualsiasi segnale lanciato da un numero 10 che non ha intenzione di arrestare la propria corsa. Il 30 agosto 2026 è già arrivato l’esordio con i grandi, quattro minuti nella sconfitta per 3-1 contro il Mantova. Gli impulsi con la Primavera però sono difficili da ignorare, e se il diciannovenne dovesse continuare con queste medie, i toscani potrebbero decidere dargli qualche altra chance in cadetteria. Nulla di più meritato, per un talento puro che si è già preso il Primavera 1 grazie alle sue qualità tecniche unite alle letture, all’attacco alla profondità e alla capacità di giocare tra le linee.

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