Primavera 2A

Luca Baracchini, il bomber dello Spezia che studia CR7

Attaccante classe 2002, Baracchini sta vivendo la sua prima stagione nella Primavera dello Spezia

Gabriele Buzzalino
18.03.2020 12:30

Il nome di Luca Baracchini è sicuramente arrivato alle orecchie degli osservatori dello Spezia al termine di una partita di calcio a 5 del San Lazzaro Lunense nella stagione 2010/2011. Quel giorno, la squadra in cui giocava al momento l’attaccante stava perdendo di due gol alla fine del primo tempo, ma nella ripresa il risultato fu 8-2 per il San Lazzaro con otto sue reti a condurre la rimonta. È stata forse questa la prima volta in cui Baracchini ha dimostrato la sua voglia di spaccare il mondo, la sua determinazione in ogni situazione e il desiderio di non arrendersi in nessuna circostanza. Queste doti, infatti, l’hanno portato negli ultimi anni a bruciare le tappe e con la sua forza di volontà è diventato un giocatore fondamentale nella Primavera dello Spezia. La carriera sportiva di Baracchini, nato il 27 gennaio 2002 a Carrara, inizia all’età di 5 anni quando entra nella scuola calcio del San Lazzaro Lunense, società spezzina poco distante dalla sua città d’origine. Qui comincia a interfacciarsi per la prima volta con lo sport più bello del mondo e mette subito in mostra le sue precoci qualità a partire dai tornei di calcetto in cui si prende clamorosamente la scena, come nell’episodio raccontato sopra, fino ad arrivare alle gare di campionato che lo vedono protagonista anche con la leva superiore dei 2001.

Nel 2011, stregati da un profilo che si prospettava molto promettente per gli anni successivi, gli osservatori dello Spezia chiamano a sé il ragazzo, che si affaccia per la prima volta ad un mondo totalmente diverso; in una società professionistica, infatti, cambiano drasticamente il modo di approcciare il lavoro, le relazioni con allenatore, staff e dirigenti, l’impegno richiesto e, in generale, si richiede al tesserato di essere calciatore 365 giorni all’anno e 24 ore al giorno.

A differenza della maggior parte dei suoi coetanei, spaventati dalla richiesta di dover prendere un impegno serio da portar avanti con costanza, Baracchini decide di perseverare nel suo percorso con forza di volontà ed esemplare dedizione al lavoro. Con i bianconeri compie tutta la trafila delle giovanili con varie soddisfazioni legate alle sue innate qualità, soprattutto fisiche: in questi anni, infatti, il giovane attaccante rende le sue doti atletiche un punto di forza, facendosi valere per la sua velocità, forza fisica e abilità nell’uno contro uno; per queste ragioni, un'estate viene chiamato a disputare un torneo in Croazia con la squadra Under 17, pur facendo parte dell'Under 16. Si può immaginare la gioia provata da un giovane calciatore, pieno di orgoglio e soddisfazione per il risultato ottenuto anche solo dalla convocazione; infatti, il carrarese non si pone obiettivi ulteriori in quella competizione estiva, ma a sorpresa si ritrova a giocare tutte e tre le partite della sua squadra, due delle quali da titolare.

Nell’estate 2019 Baracchini compie il primo grande salto della sua carriera: viene integrato nella rosa della squadra Primavera, impegnata nella stagione successiva nel campionato Primavera 2A, e ne diventa subito un elemento fondamentale. Egli, infatti, parte titolare nell’esordio stagionale contro il Milan, realizzando l’assist decisivo nella sfida pareggiata per 1-1 contro la squadra che avrebbe vinto il campionato dominandolo. In questo periodo trova anche i primi gol, che sono per ora 2, nelle partite vinte contro Brescia ed Entella e sta aiutando la sua squadra a raggiungere quello che, ad oggi, è l’obiettivo concreto dello Spezia, cioè raggiungere la zona playoff.

Questo è l’anno della consacrazione per un giovane bomber che, per le caratteristiche tecniche e soprattutto mentali, possiamo definire, con le dovute proporzioni, il Cristiano Ronaldo degli “aquilotti”. Baracchini sogna di poter arrivare in prima squadra per poi non porsi limiti, cogliendo al volo ogni possibilità. Per condurre e portare a termine un percorso simile ci vogliono forza di volontà e sacrificio, ma possiamo dire che l’inizio è sicuramente dei migliori.

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