Fiorentina

Mattia Fiorini e il sogno chiamato Artemio Franchi

Fiorini, futuro viola. Il mio ruolo? Studio le movenze di Andrea Pirlo

Luca Bergantini
22.03.2021 19:00

Nonostante la stagione sottotono della Fiorentina, c’è un giocatore che con costanza e continuità sta dimostrando tutto il suo valore. Stiamo parlando di Mattia Fiorini, classe 2001 forte tecnicamente e fisicamente, con una visione di gioco e di campo pazzesca, il classico mastino dal piede educato che tutti vorrebbero avere in squadra. Nasce a Bagno a Ripoli (FI) e dedica tutta la sua gioventù alla viola, fino a diventare un perno della squadra di Mister Aquilani.

Ma facciamo un passo indietro … L’allora allenatore Emiliano Bigica (ora in forza al Sassuolo) lo aggrega in Primavera nella stagione 18/19, ma trova pochissimo spazio e colleziona solo 5 presenze, di cui tre da titolare. Nonostante ciò arriva il primo trofeo in carriera, la Coppa Italia Primavera, vinta in finale contro il Torino. 

L’anno successivo salta la panchina di Bigica, e a sostituire il tecnico barese arriva Alberto Aquilani, che fino a quel momento aveva avuto l’incarico di assistente tecnico nello staff di mister Iachini in prima squadra. Il tecnico romano crede in lui sin da subito, schierandolo titolare in un 4-3-3 che potesse esaltare le sue caratteristiche. I risultati non tardano ad arrivare, e nella prima partita di campionato, contro il Bologna, arriva subito il primo assist stagionale. A fine annata collezionerà ventidue presenze condite da due assist e sei ammonizioni. Malgrado la stagione altalenante e l’undicesimo posto in classifica, la Fiorentina riesce a portare a casa la sua seconda Coppa Italia consecutiva. E i trofei, a soli diciannove anni, sono già due.

La stagione in corso sembra essere quella della consacrazione definitiva, diventa il rigorista della squadra e subito dopo anche capitano, complice l’infortunio del centrale rumeno Dutu. Con l’assenza di quest’ultimo Aquilani cambia modulo e passa a un 3-5-2, spostando Fiorini al centro della difesa. L’adattamento al nuovo ruolo è arrivato in brevissimo tempo, nonostante giochi più arretrato la manovra offensiva della viola parte spesso dai suoi piedi, e anche difensivamente dimostra di essere una spanna sopra tutti gli altri, ottimo senso della posizione, marcatura impeccabile e leadership fuori dal comune. Nelle prime quattro partite trova subito due gol, entrambi dal dischetto. Il terzo e il quarto arrivano ancora da penalty, uno nella partita di coppa contro il Milan, e l'altro in questo fine settimana contro il Bologna.

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La stagione è ancora lunga e il ragazzo ha ancora tanto da dimostrare, con un obiettivo in testa ben chiaro, arrivare in prima squadra. Le carte in regola sembra averle, noi non possiamo far altro che augurargli di raggiungerla al più presto.

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