Fiorentina

A TU PER TU con Luci: il portiere viola si racconta tra sogni, idolo e quella partita giocata con i guanti... da sci

Le parole di Tommaso Luci della Fiorentina

Simone Brianti
17.05.2021 20:00

Il protagonista del nostro A TU PER TU di oggi è Tommaso Luci, il giovanissimo portiere Viola che si è raccontato a 360^ gradi dentro e fuori dal campo. In stagione ha raccolto diverse presenze tra campionato, Coppa e Supercoppa un buon bottino per il classe 2003 che ha fatto e sta facendo vedere le sue doti. Una bellissima chiacchierata con un ragazzo a modo e con la testa sulle spalle, che sa bene cosa vuol fare da grande. Ecco le sue parole: 

Come nasce la passione per il calcio?

La passione per il calcio è nata all’improvviso perché c’erano tutti i miei amici che giocavano a pallone all’oratorio e io, all’età di 7 anni, facendo nuoto non mi univo mai a loro. Però un giorno ne mancava uno e allora andai a giocare e da lì inizio l’amore per il calcio.

Quando hai veramente capito che questa era la strada giusta da percorrere?

Quando ho capito che non c’è cosa più bella che far diventare la tua più grande passione, un lavoro.

La tua famiglia, i tuoi amici e parenti ti hanno sempre appoggiato nel tuo percorso?

Certamente, ora più che mai mi stanno sostenendo tutti per riuscire a collegare il pallone con la scuola, visto che sono all’ultimo anno delle superiori.

Oggi se dovessi ringraziare qualcuno chi ringrazieresti o meglio a chi sei grato per i tuoi obiettivi raggiunti?

Nel bene e nel male tutti i mister che ho avuto mi hanno lasciato qualcosa che porterò sempre con me.

Quali sono i tuoi sogni nel cassetto?

Quello di poter esordire in serie A.

A chi ti ispiri come calciatore?

Mi ispiro molto a Marc-André ter Stegen perché è un portiere molto bravo tra i pali ma anche ad impostare dal basso.

Due trofei su due in stagione, che emozioni hai provato a vincere la Coppa Italia al Tardini? E farlo da titolare? 

Ho provato un’emozione indescrivibile, perché venivo da un periodo non tanto bello dove non giocavo e vincere quel trofeo da protagonista mi ha fatto proprio godere il momento.

Avete trovato nella Coppa Italia il vostro habitat, cosa vi sta mancando in campionato invece per competere per la zona playoff?

In Coppa Italia siamo consapevoli che se dovessimo perdere una partita saremmo fuori dalla competizione quindi dentro di noi scorre quel sentimento di appartenenza alla maglia che ci fa avere un altro atteggiamento, mentre per il campionato dobbiamo ritrovare la costanza che per un periodo avevamo avuto ma che dopo la vittoria della coppa abbiamo perso.

Un aneddoto curioso da raccontarci da quando hai cominciato a giocare a calcio?

Avevo 8 anni e giocavo nell’ Alberone calcio, una società dilettantistica di Pisa, dovevamo andare a giocare in Garfagnana e arrivati al campo mi accorgo di non aver portato la borsa allora dovetti giocare la partita con le scarpe da passeggio e usare i guanti da scii che per puro caso si trovano in macchina di mio babbo.

Quanto vi stimola avere un Presidente così presente e che ha deciso di investire molto sul settore giovanile anche con il nuovo centro sportivo?

È molto bello sapere di avere un Presidente così disponibile e con molta stima di noi perché ci fa capire quanto siamo importanti per la società. Il centro sportivo è la prova di tutta la passione che il Presidente Commisso ha di questo sport.

Si ringrazia la Fiorentina per la concessione dell'intervista. Foto. ACF FIORENTINA

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