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Iliev 6: il gol è un flash, che lo abbaglia ma lo lascia anche inerme. Nel finale tiene in linea di galleggiamento i suoi con un intervento super. 

Palomba 6: riconosce il peso di quella fascia sul braccio, capisce le responsabilità che ne derivano e prova a guidare i compagni ad una risalita. Purtroppo rimane spesso da solo sul fronte.

Carboni 6: la sua musa lo lascia senza ispirazione per tutto il primo tempo. Si riprende nella seconda frazione, lievitando nella partita grazie anche al calo di rendimento degli avversari di ruolo. Dall'89' Pulina S.V.

Cavuoti 6: vive di momenti, di sprazzi che illuminano un cielo principalmente coperto quest'oggi.

Masala 5,5: quando si dice “avere il pane ma non i denti”… Avrebbe tutto il materiale possibile per spaccare in due la partita, ma oggi non morde con cattiveria e si perde nelle pieghe di una partita in cui è lo specchio di sé stesso. Dal 66' Konate 6: gli manca il graffio finale, ma l'ingresso è sicuramente convincente e d'aiuto per i compagni.

Veroli 5,5: nella parte centrale dorme sonni tranquilli, i problemi nascono negli estremi, l'inizio e la fine della partita. Perde le marcature nello schema che porterà al gol vittoria e viene ubriacato dall'estro di Sahli nelle ultime battute. 

Vinciguerra 6: una pallottola spuntata; per lui vale lo stesso concetto di Masala, con le attenuanti generiche di un maggiore coinvolgimento nel gioco e una maggiore (anche se di un'inerzia) pericolosità in zona gol.

Arba 5,5: come il ragazzo che nella foto di classe si mette sullo sfondo, il classe 2005 non riesce mai a rendersi protagonista, finendo ai margini di una partita giocata da comparsa. Dall'84' Caddeo S.V.

Sulis 5,5: pochi palloni toccati equivalgono a poche chance per incidere. Non entra spesso nel vivo della manovra, perdendosi tra le marcature strette degli avversari. Dal 66' Idrissi 6: da premiare l'impatto positivo con il livello fisico che la gara richiedeva. 

Griger 5: gli rimane spesso il colpo in canna, segnale che equivale a morte certa quando dall'altra parte del campo c'è una difesa così attenta, che riduce al minimo le occasioni da poter sfruttare.

Del Pupo 5,5: va a braccetto con Griger, troppi gli errori di concetto e di sensibilità tecnica. Dal 66' Sulev 6: si riprende alla lunga dopo un incipit conflittuale con i parametri mentali e fisici della gara. Più presente nel finale, anche se non ha mai la possibilità di dare una spallata decisa al match.

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