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Kayode - LEONARDO BARTOLINI
Kayode - LEONARDO BARTOLINI

Micheal Kayode alla conquista della Fiorentina. Dopo un ottimo percorso con la Primavera, quest'anno il classe 2004 è stato aggregato in pianta stabile con la prima squadra. Complice l'infortunio grave di Dodo, in questa stagione Vincenzo Italiano si è affidato in molte gare alla freschezza e alle qualità del 19enne. Mai scelta fu azzeccata. Stasera Kayode ha siglato la sua prima rete in Serie A

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Kayode Fiorentina Primavera
Micheal Kayode - Credit: Leonardi Bartolini

Fiorentina, brilla Kayode: primo gol in A

Mancano ancora tante giornate alla fine del campionato, ma quello tra Fiorentina e Lazio è stato presentato da tanti addetti ai lavori come uno spareggio per la zona Champions League. Dopo una prima frazione chiusa con il gol nel recupero di Luis Alberto, nel secondo tempo i gigliati sono scesi in campi con uno spirito diverso. A riaprire i giochi ci ha pensato il più giovane in campo: Micheal Kayode. Lui che in un anno è passato dai campi della Primavera alla massima serie, dove i punti e gli errori hanno un certo peso. Il classe 2004 ha segnato al 61' la rete del momentaneo pareggio, sfruttando al meglio sul secondo palo il cross di Belotti. Il Franchi esplode di gioia, Kayode sembra quasi non crederci. Un gol che gli rimarrà per sempre impresso. 

Kayode tra Bolt e il passato alla Juve

In un'intervista rilasciata qualche mese a Repubblica, Kayode ha parlato di uno dei suoi primi idoli: "Non ero un grande appassionato di calcio da bambino, ho iniziato con l’atletica. Mi piaceva correre: che fossero 100, 200, 400 metri. Imitavo Bolt, sarebbe stato bello diventare come lui”. Un giorno però una persona a lui cara gli fece cambiare idea: "Perché non ho continuato? Mio padre è sempre stato un grande amante del calcio. Guardavamo insieme le partite e mi sono innamorato anche io”. 

l classe 2004 ha mosso i primi passi nel settore giovanile della Juventus: “Non era facile. Uscivo di casa la mattina, andavo a scuola, poi dopo pranzo prendevo il pullman, due ore di viaggio per andare all’allenamento a Vinovo. 140 km. Tornavo la sera e andavo subito a letto. Già a sei anni c’era grande competizione. Tutti avevano una mentalità quasi da professionisti. Volevano essere migliori, superiori all’altro. È stato stimolante ma alcune volte avvertivo il peso di tutto ciò, magari volevo pensare a divertirmi e invece già da piccolo era un lavoro vero e proprio". A 14 anni Kayode è stato scartato dal club bianconero, ecco il motivo: “Mi hanno detto che fisicamente non ero ancora pronto. Non ero impostato come adesso, ma non ero neanche così male sinceramente”. 

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