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Inter, Vecchi il condottiero da record: Zaniolo il simbolo del bis nerazzurro nel 2018

La Primavera nerazzurra conquista il secondo tricolore consecutivo dopo quello del 2017

Simone Brianti
05.05.2020 12:00

Inter Campione dItalia 2018

Foto di Martina Cutrona

9 giugno 2018: l'Inter di mister Vecchi si laurea per la seconda volta consecutiva Campione d'Italia della Primavera concludendo una vera e propria stagione da record. Una squadra costruita per vincere e che ha proseguito nel cammino iniziato la stagione precedente: dalla Supercoppa contro la Roma, passando per il Viareggio e con l'apoteosi del Triplete giovanile nella magnifica cornice del Mapei Stadium, che ha incoronato la squadra di mister Vecchi al secondo tricolore e al nono nel complesso per l'Inter nella sua storia. 

Una squadra da record quella del 2018, che ha saputo anche ribaltare i favori del pronostico iniziale che vedeva favorita l'Atalanta, arrivata davanti nella regular season. La seconda posizione è valsa l'accesso diretto alle semifinali per la squadra di Vecchi, dove ha affrontato in partita secca la Juventus. Una partita entusiasmante e un grande classico del calcio giovanile, terminato con la vittoria dei nerazzurri per 1-0: Pompetti per Zaniolo, che di testa insacca e manda i suoi in finale. Proprio Zaniolo, il trascinatore dell'Inter in quella stagione, si è caricato la squadra sulle spalle e ha portato i suoi fino alla finale. La partita dei record arriva pochi giorni più tardi: il 9 giugno al Mapei Stadium si affrontano Inter e Fiorentina, remake della finale del 2017. Stessa storia, stesso stadio e stesso finale, con i nerazzurri che alzano al cielo lo scudetto con capitan Lombardoni. Una partita giocata con i nervi tesi e non bellissima sul piano del gioco, con occasioni da una parte e dall'altra, ma con i tempi regolamentari chiusi sullo 0-0. La svolta nei supplementari: prima Colidio e poi Rover mandano in estasi i tanti tifosi accorsi a vedere la finale e scrivono la storia del Primavera.

Dopo quella partita la parte più difficile è capire dove e come questi ragazzi possono trovare posto nel calcio dei grandi: una formazione, quella di Vecchi, che ha saputo raccogliere tanto e che ha visto molti giovani uscire da quel settore giovanile, su tutti Zaniolo. Il trequartista arrivato dall'Entella è stato poi ceduto alla Roma nell'affare Nainggolan ed ora è forse il più grosso rimpianto dell'Inter, che avrebbe avuto in casa un talento del futuro. Tra gli altri sicuramente chi ha fatto parlare di sé è Bettella: con il Pescara ha raccolto diverse presenze ma anche lui, come Zaniolo, è stato ceduto dall'Inter all'Atalanta. Stesso discorso per Sala e Zappa: il primo, andato all'Arezzo post scudetto, nell'estate scorsa è stato ceduto al Sassuolo e in B all'Entella ha trovato un'ottima società e dimensione in cui crescere; il secondo ceduto al Pescara (mantenendo il diritto di recompra) dove ha trovato anche un'ottima vena realizzativa. Emmers e Colidio giocano in Jupiler Pro League in Belgio: il primo sta cercando in patria di trovare lo spazio che in Italia non ha avuto, mentre l'argentino porta sulle spalle il peso del prezzo con cui l'Inter lo ha pagato (10 milioni circa, n.d.r.) e sta trovando continuità nel giocare. Tra gli altri ragazzi della squadra Campione d'Italia molti ora navigano in C: Lombardoni, Pissardo, Nolan, Corrado e Rover sono quelli che stanno trovando più spazio. 

L'Inter dei record a due anni di distanza si potrebbe definire anche "l'Inter dei rimpianti", per aver ceduto giocatori che sarebbero potuti essere la colonna portante dell'Inter del futuro. 

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