Benevento

[FOCUS]- Benevento, Lorenzo Carfora è il seme per il futuro

Focus dedicato all'attaccante classe 2006 delle streghe

Sconfitta per 1-3 in casa contro la SPAL, -7 dalla salvezza, -5 dai play-out e dimissioni presentate da parte di mister Roberto Stellone. Il Benevento sta vivendo in Serie B il momento più negativo da anni a questa parte: dopo le due promozioni in Serie A e lo storico doppio salto dalla Serie C alla massima serie, dalle parti del “Vigorito” si respira un'aria pesante. Ma lo stesso Stellone ha piantato un seme per il futuro delle streghe e del calcio italiano, il classe 2006 Lorenzo Carfora.

L'exploit

Lorenzo Carfora è nato l'11 gennaio 2006 a Napoli. Cresce calcisticamente nell'A.S.D. Quartieri Giovanili, prima di entrare, a 14 anni, nel settore giovanile del Benevento. Con la U17, in questa stagione, ha messo a segno 20 gol in 21 partite, debuttando a gennaio con la Primavera nel campionato Primavera 2b e disputando due gare del torneo di Viareggio. Con l'arrivo di Roberto Stellone sulla panchina della Prima squadra a febbraio, Carfora viene aggregato in pianta stabile con i grandi, trovando i primi minuti da professionista l'1 marzo contro il Sudtirol. Di lì in poi colleziona 4 gettoni, gli ultimi due da titolare contro Bari e SPAL in casa. In un momento drammaticamente sportivo per il club, dopo la sconfitta di Pasquetta contro gli estensi, è stato l'unico calciatore non contestato dalla curva delle streghe e non ha trattenuto le lacrime dalla commozione. Il Benevento ora sarà guidato da Andrea Agostinelli, il quarto allenatore stagionale dopo Fabio Caserta, Fabio Cannavaro e, appunto, Roberto Stellone.

Tuttofare offensivo

Trequartista, ala o seconda punta, Lorenzo Carfora è un calciatore dalle spiccate doti offensive: un mix di rapidità, dribbling, tecnica, furbizia e cattiveria agonistica che lo rendono un calciatore potenzialmente letale in tutte le zone di campo. Con la U17 di mister Dario Rocco ha giocato da numero 10 per gran parte della stagione, per poi spostarlo a sinistra del tridente nell'ultimo periodo. Stellone, invece, ha preferito utilizzarlo da seconda punta nel suo 3-5-2 al fianco di un centravanti. Ha 17 anni, ma ne dimostra almeno 3 in più, sia dal punto di vista fisico che attitudinale: non rinuncia mai a puntare l'uomo, ad affondare il contrasto e a chiedere il pallone ai compagni, ha il fuoco del calciatore che vuole arrivare e vincere. E poi segna: 20 in 21 partite in U17 sono tanti, sintomo di fame e lucidità. Può farne anche in Serie B da qui alla fine della stagione, ma appare chiaro come il classe 2006 debba rappresentare un patrimonio da proteggere e coccolare per il Benevento, un diamantino da sgrezzare a livello di Prima squadra e un punto cardine per il futuro. 

Il salto

Sì, si può arrivare in Prima squadra anche saltando la Primavera. Stellone ha deciso così e ci ha dato uno spunto. Di materiale nel settore giovanile ce n'è tra Serie A e Serie B, non a caso siamo il paese con il maggior numero di qualificazioni agli europei U17 e U19 negli ultimi anni. Manca (lo sappiamo bene) il travaso del talento in Prima squadra, sia per le big che per le piccole. Tra esempi virtuosi e meno, diverse società possono o potrebbero permettersi di attingere dal vivaio per completare la rosa della Prima squadra. Quanti Lorenzo Carfora ci sono in Italia? Potenzialmente tanti, ma non li vediamo. Le Primavere non preparano del tutto i calciatori alla Prima squadra, le squadre B sono lo strumento migliore per la crescita dei giovani in ottica professionismo, ma non facciamo di tutta l'erba un fascio. Il Benevento può permettersi di puntare sul classe 2006, il Lecce lancia Joan Gonzalez in Serie A, l'Empoli si affida agli scudettati di Buscè del 2021 per costruire il proprio futuro, la SPAL guarda in casa per alzare il livello e così via. Basta avere un pizzico di follia e visione in più, di fiori ne crescono sempre nel vivaio.

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