Pescara

Gennaro Borrelli, la punta pescarese cresciuta tra luci e ombre

Focus relativo a un giovane e promettente attaccante di cadetteria

Cataldo Simone
10.05.2020 12:00

Fonte immagine: Pescara Calcio

Borrelli, un cognome con il giusto retrogusto calcistico, il quale va a rappresentare due profili "giovani" e interessanti nell'intero panorama italiano. Da una parte un attaccante classe 2000 di nome Gennaro che ha detto la sua in riva all'Adriatico, dall'altra un padre qurantenne sulla sponda opposta - il Tirrenno. Entrambi accumunati dalla propria propensione offensiva, ma allo stesso tempo divisi da un destino che li vede distanti due categorie: il primo è finalmente sbarcato nel calcio dei grnadi con il Pescara dopo anni di apprendistato nelle trafile dei delfini, il secondo affronta la sua quarta esperienza da allenatore nel calcio dilettantistico sulla panchina del Gladiator, club campano militante nel raggruppamento H di Serie D. 

Forse questo rapporto così affine, sia dentro che fuori dal campo, sarà stato uno dei tanti fattori che hanno permesso al giovane ragazzo di dire la sua nel calcio professionisto. Un esordio in cadetteria non del tutto passato inosservato, dal momento in cui Gennaro in passato non aveva mai fatto "gavetta" in Serie D o Serie C.Un esordio da titolare in punta di piedi in occasione una gara non del tutto normale contro il Benevento, durante la quale il Pescara ha vinto per 4-0 contro la capolista e dominatrice indiscussa dell'attuale campionato di Serie B. Nessun assist e nessun gol, ma tantissimo lavoro sporco a servizio della squadra. Spesso s dice che la fiducia vien ripagata e che un attaccante ha bisogno di continuità per trovare la via del gol: dicitura più  giusta non vi poteva essere per rappresentare in pieno una tal situazione, visto quanto accaduto due domeniche dopo in un Adriatico gremito in occasione di Pescara-Pisa. Bastò poco meno di un quarto d'ora di gara a Gennaro Borrelli per sbloccare il proprio score personale, con l'ausilio del solito assist da parte di Memushaj. 

Questo l'inzio di una stagione, che sembra ormai destinata a terminare prematuramente causa coronavirus. Un inzio che ha poi visto l'atleta partenopuo non poter dare un seguito alla rete realizzata, causa anche la presenza in rosa di calciatori del calibro di Maniero, Di Grazia e Forte. Indubbiamente la folta presenza nel reparto offensivo ha spesso negato l'opportunità al ragazzo di poter ricevere maggiore fiducia dal mister, e di conseguenza di poter accumolare esperienza. Il tutto dettato dal cambio di guida tecnica avvenuto nel mese di gennaio, con Luciano Zauri che ha lasciato spazio a Nicola Legrottaglie, tecnico della primavera pescarese. Con quest'ultimo spesso si è preferito dar manforte all'esperienza, dato il ritorno di un veterano come Maniero. Non solo, inoltre l'ex difensore, ad oggi in veste di allenatore, spesso ha preferito il profilo di Bocic a quello di Borrelli, permettendo a quest'ultimo di partire una sola volta dal primo minuto e concedendogli soli due spezzoni nel finale delle gare contro Crotone e Ascoli. 

Il giocatore, dati alla mano, ha reso molto bene sul rettangolo verde di gioco solo con determinati schemi tattici, ovvero: nel 4-4-2 con al suo fianco Galano, oppure in un 4-2-3-1 come unica punta dedita a far salire la squadra e a offrire profondità. Ad oggi, il suo fututor è interamente legato alla riconferma o meno di Legrottaglie sulla panchina del Pescara. Indubbiamente, le offerte dal campionato di Serie C non mancano, ma allo stesso tempo il club adriatico non vorrebbe andare a perdere uno dei suoi gioielli del vivaio, fuoriscito da quest'ultimo solamente in questa stagione. 

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