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Diana
Diana

Seconde squadre, giovani, talento, stranieri e chi più ne ha più ne metta. In questo periodo, dopo l'uscita dagli Europei dell'Italia, si sono affrontati più o meno questi temi per quanto riguarda il futuro del calcio italiano. Ma cosa manca effettivamente ai giovani per emergere, difficile dare una risposta perché ovviamente tra addetti ai lavori, società e tifosi ognuno ha la sua idea a riguardo. L'allenatore Aimo Diana ne ha parlato a Tuttosport.

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L'allenatore Aimo Diana ai tempi della Reggiana

Diana sui giovani

“Dopo ogni grande mancato risultato del calcio italiano, si parla così. Bisogna però prima di tutto vedere se i nostri giovani hanno voglia di fare i calciatori nella vita. Il calcio italiano ha le sue regole e vuole vincere subito, non ha tempo di aspettare. La Serie C può essere un buon allenamento, ma poi il problema si sposta nelle categorie superiori: se questi giovani quando salgono di categoria non vengono utilizzati probabilmente c’è un problema non solo degli allenatori, ma anche della società intesa come sociale non come club di calcio”.

Diana e il pensiero sulle seconde squadre

“Le sto affrontando in questi anni e dico che sono abbastanza favorevole, ma è più un vantaggio per loro che possono far fare esperienze  a certi ragazzi che per noi che le affrontiamo come avversari. Per chi ci gioca contro per adesso non vedo grandi upgrade, ma certo i giovani bravi delle big possono confrontarsi con giocatori più esperti e questo ne favorisce la crescita”.

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