Meteore

Meteore - Che fine ha fatto... Hachim Mastour: da desiderio dei Blancos alla Serie C

La storia dell'ex gioiellino rossonero, che aveva stregato anche il Real Madrid

Simone Moretto
12.02.2021 18:00

          

Se siete appassionati di calcio, e soprattutto, se seguite anche quello giovanile, il nome di Hachim Mastour vi è sicuramente più che conosciuto.

Giocatore marocchino molto duttile, capace di ricoprire in modo versatile i ruoli di trequartista, esterno, seconda e prima punta. Si fa notare nel vivaio della Reggiana già nel 2012 e la concorrenza delle milanesi per aggiudicarselo è spietata: l'Inter è la prima a mettergli gli occhi addosso ed aggregarlo alla rosa dei pari età per il "Memorial Ielasi". Il giovane italo-marocchino a suon di colpi di genio, assist e un gol aiuta i nerazzurri a uscirne vincitori, ma la firma è ancora qualcosa di irrealizzabile perchè non ha ancora compiuto i 14 anni d'età. Il cambio di procuratore (a Francesco Romano subentra Dario Paolillo) è la  chiave di volta: le chiamate per la giovane promessa arrivano da tutta Europa, ma la corte del "Condor" Galliani e di Via Turati è la più allettante, quella che si sposa di più con il progetto formativo di Hachim. Il Milan lo acquista nella stagione 2012/13 per una cifra intorno ai cinquecentomila euro, e il suo esordio non tarda a confermare le aspettative: doppietta all'Albinoleffe e numeri che ubriacano e rendono impotente, per buona parte del match, la difesa dei Seriani.    

Il talento del giovane marocchino sorprende già nella prima stagione con la maglia rossonera, dove trova la sua dimensione con assist, goal e numeri che fanno il giro del mondo, rendendolo a tutti gli effetti un fenomeno calcistico del web. Non tardano ad arrivare i primi contratti di sponsorizzazione: si fanno avanti soprattutto Nike e RedBull, che offrono visibilità e notorietà a un ragazzino che sembra già aver dimostrato di che pasta è fatto. Nel 2015 come se la pressione per il giovane fosse cosa da poco, ci pensa anche The Guardian ad inserirlo nella lista dei 50 migliori calciatori nati nel 1998.  Come da prassi, arrivano anche le prime critiche che colpevolizzano l'ambiente circostante ed esagerato che si è creato intorno al baby prodigio: è scoppiata la Mastour-Mania, ma non tutti condividono il fenomeno mediatico, in primis Mino Raiola che dichiarerà a suo tempo: "non mi piace il circo intorno".

 

Nonostante tutto, il destino sembra già quello di un predestinato, tanto che comincia ad essere aggregato alla prima squadra già a 15 anni: allenarsi con i grandi è una grande responsabilità, e Hachim lo sa. Il club gli dà fiducia e la prima convocazione arriva a San Siro il 18 maggio del 2014, in un Milan-Sassuolo valevole per l'ultima giornata di campionato; i rossoneri vinceranno 2-1 ma Mastour non avrà l'occasione di esordire.

 

 

Il giovane prodigio sta stregando l'Europa, e cominciano ad arrivare avance di tutti i tipi: la più importante e blasonata è però quella dei Blancos di Florentino Pèrez. Poco importa, perchè Hachim ha occhi solo per il suo Milan e la stagione successiva sulla panchina del club avviene un passaggio di consegne: al posto di Seedorf subentra Inzaghi, che capisce che il talento marocchino ha bisogno di giocare, lo convoca quindi con la squadra nella tournèe americana e gli concede pure qualche minuto contro la corazzata Real Madrid. Il 12 giugno 2015, a 16 anni e 325 giorni, diventa il più giovane marocchino ad esordire con la nazionale contro la Libia. Non collezionerà tuttavia altre presenze in rossonero e a fine stagione sarà girato in prestito al Malaga.

          

Alla corte di Javier Gracia Carlos collezionerà solo 5 minuti in Liga BBVA contro il Real Betis, mentre il resto della stagione sarà un susseguirsi di mancate convocazioni. Tornato alla base milanese viene rigirato in prestito per la stagione 2016/17 agli olandesi del PEC Zwolle, ma la sua avventura nei Paesi Bassi avrà vita breve: 5 presenze e solo una da titolare. Tornato ancora una volta ai box di Milanello, all'inizio della stagione 2017/18 viene messo fuori rosa, escluso dalla lista Serie A e da quella di Europa League. L'unica consolazione arriva con qualche presenza in Primavera per quella che forse è la stagione peggiore, calcisticamente parlando, della sua carriera conclusasi con lo svincolo dello stesso talento rossonero mai sbocciato.

Nell'estate 2018, grazie all'aiuto di Mino Raiola, Mastour trova un accordo con il Pas Lamia. L'esordio con la nuova maglia arriva il 24 settembre 2018: entra in campo a mezz'ora dalla fine, l'unico highlight degno di nota è il rigore sbagliato al 99', respinto dal portiere del  Panaitōlikos che fortunatamente carambola sui piedi di Adejo capace con un abile sinistro,  di  salvare in extremis gli ospiti. L'avventura in terra ellenica durerà poco, tant'è che nel febbraio del 2019 la società greca lo dà per disperso, e decide di rescindergli il contratto; in realtà era solo tornato a Milano per degli accertamenti  medici riguardo a un infortunio.

 

 

Il suo periodo di inattività durerà fino all' ottobre del 2019, quando la Reggina, militante in Serie C, decide di  riportarlo in Italia e dargli una seconda chance per cercare di aprire un nuovo capitolo della sua carriera calcistica. Il palcoscenico dell'Oreste Granilo sembra il luogo giusto per rilanciarsi. Però dopo la promozione in Serie B, comincia a trovare sempre meno spazio tra le fila degli amaranto, con una delle poche partite da titolare che arriva in Coppa Italia contro il Bologna di Sinisa Mihajlović: lo stesso che anni prima lo mise praticamente alle porte di Milanello.

 

 

 

 

 

 

 

A Reggio Calabria le opportunità offertogli da mister Marco Baroni sono sempre meno, e allora nella finestra di mercato invernale 2020/21 la società amaranto gli trova un accordo per un prestito con il Carpi. L'esordio con i biancorossi arriva poco dopo: il 17 gennaio nella partita vinta 4-2 ai danni del Ravenna. Segna il suo primo gol nei professionisti il 24 gennaio, nella sfida persa 5-1 dal Carpi in trasferta contro la Sambenedettese, unico spiraglio di luce in un bruttissima prestazione dei ragazzi di Luciano Foschi.

          

Nonostante quanto sembri, noi di MondoPrimavera, siamo certi che il talento di Hachim sia qualcosa di concreto, e crediamo che un ragazzo di 22 anni abbia ancora tutte le carte in regola per dare quella svolta in più alla sua carriera; forse le troppe aspettative hanno in qualche modo "distratto" un diamante grezzo che era destinato a sfondare, nonostante tutto gli auguriamo un futuro prospero e pieno di soddisfazioni sportive, che siamo sicuri, non tarderanno ad arrivare.

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