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Storie di Primavera

Foto: Martina Cutrona
Foto: Martina Cutrona

Tra le novità del Bologna di Thiago Motta c'è sicuramente la promozione in prima squadra di Tommaso Corazza. Bolognese doc, ha trovato il gol in prima squadra dopo appena due minuti dal suo esordio. Lo scorso 11 agosto il terzino rossoblù ha siglato la sua prima reta tra i grandi nel sentitissimo derby tra Bologna e Cesena, gara valida per i trentaduesimi di Coppa Italia. Gol, esultanza sotto la curva e vittoria. Oltre a questa favola, per Tommaso è stato un anno importantissimo se si considera anche il conseguimento della maturità in estate e la chiamata in Nazionale U20, del tutto inaspettata per il ragazzo. Cronache di Spogliatoio ha intervistato il giocatore del Bologna che ha raccontato come ha vissuto quei momenti incredibili.

LA CHIAMATA DI THIAGO

Inizialmente Corazza non avrebbe dovuto prendere parte al ritiro in prima squadra. "In estate avevo fatto un primo incontro dove mi avevano detto: ”+Tommi è difficile che Motta ti prenda in ritiro perché vuole partire con pochi giocatori". Per me non era un problema. Avevo appena passato la maturità e così ho prenotato le vacanze. Quando stavo per partire, mi arriva una telefonata: "Non puoi partire Tommi, Motta ti vuole con sé. Ho disdetto tutto al volo, ne è valsa la pena».

IL DOPPIO ESORDIO

Dopo essersi aggregato con la prima squadra nel ritiro estivo, Tommaso ha conquistato subito la fiducia di Thiago Motta che lo ha schierato titolare nel derby di Coppa Italia contro il Cesena. Dopo due minuti dal fischio d'inizio Corazza segna la rete del vantaggio rossoblù. «Era la mia prima convocazione in assoluto con la prima squadra. Non avevo mai fatto una panchina in A, ero agitatissimo anche se già da un paio di giorni sapevo che sarei stato titolare. Quando siamo entrati al Dall’Ara avevo i brividi: era la realizzazione del sogno di Tommaso bambino». Sì perché Corazza segnando quel gol ha vissuto un sogno ad occhi aperti, al quale aveva già pensato a lungo, prevedendo anche una possibile esultanza in caso di gol. «Pochi secondo prima di uscire dallo spogliatoio mi si avvicina il team manager: “Tommi gioca facile i primi 3 palloni”. Io ho fatto così. Poi al quarto ho segnato».

Una partita indimenticabile per Tommi quella contro il Cesena. Pochi giorni dopo però, arriva anche l'esordio in Serie A contro il Milan. Il Bologna era sotto di due reti e Corazza sperava di poter entrare gli ultimi minuti del match: «Speravo con tutto me stesso di entrare e un po' me l'aspettavo perché in Coppa Italia avevo giocato dal 1'. Quando il mister mi ha mandato a scaldare ero super emozionato. Io, al Dall'Ara, in Serie A: un sogno. Anche se, a dir la verità, sono rimasto lì a bordocampo per 3-4 minuti. La palla non usciva mai e così ho iniziato a pensare dentro di me: “Guarda eh. Ora succede qualcosa e io non entro più. Per fortuna ce l'ho fatta poi”.

LA CHIAMATA IN NAZIONALE

Dopo la Coppa Italia e la Serie A non poteva mancare la Nazionale per un inizio di stagione coi fiocchi per il terzino del Bologna. A settembre è arrivata la prima chiamata in azzurro con l'U20 di Alberto Bollini: «Ricordo tutto della prima convocazione: ero fuori in giro con gli amici. Poi a mezzanotte mi arriva una chiamata dal segretario del Bologna: “Tommi, vai a casa. Domattina devi partire, ti vuole la Nazionale”. Ero sorpreso, non mi aspettavo una telefonata a quell’ora. Io non ci credevo, era totalmente inaspettato anche perché sono stato convocato in un secondo momento dopo che ci avevano concesso dei giorni liberi».

Anche in nazionale le cose stanno andando per il verso giusto: nella pausa ad ottobre i ragazzi di Bollini hanno conquistato il primo posto nel girone di Elite League battendo la Polonia.

BOLOGNESE DOC

Corazza milita nel Bologna dal 2009, da quando aveva 5 anni. Suo padre Daniele e conosciutissimo nel capoluogo emiliano: ha ricoperto per anni il ruolo di responsabile nel settore giovanile. Tommi ha sempre dimostrato di essere al Bologna per meriti: «Ho sempre seguito la mia strada. Fin da quando ero piccolino c’è sempre stata la figura di mio padre al Bologna ma per era una cosa normale, non è mai stato un problema. Mamma mi portava agli allenamenti e poi tornavo con lui. Certo, c’è stato qualche momento di imbarazzo, magari quando ero lì con i compagni e lui teneva i suoi discorsi, ma nient’altro».

Papà Daniele, in estate, è passato al Sassuolo dove ora è Responsabile dell'Attività di Base, ma il Bologna ha ancora il suo Corazza: «Sicuramente è presto per dirlo, ma io sogno di rimanere a Bologna per tutta la mia carriera. Tra 5 anni vorrei essere un giocatore affermato, apprezzato da questa gente… e perché no, magari un punto fisso della Nazionale».

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