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Meteore - Che fine ha fatto...Gabriele Paonessa? Il 'nuovo Baggio' frenato dai tantissimi infortuni

Un talento che non ha saputo mantenere le promesse: la storia di Gabriele Paonessa

Angelo Zarra
10.01.2021 12:00

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Talento puro, un astro nascente del calcio italiano. C'erano tutte le prerogative per vedere in azione un nuovo crack. La crescita nel vivaio del Bologna, la volontà da parte di Gabriele Paonessa 'sfondare' con la maglia della squadra della propria città. Un desiderio tanto forte da rifiutare il corteggiamento in giovane età di due big della Premier League, l'Arsenal e il Manchester United.

Nella stagione 2004/05, all'età di 17 anni, Carletto Mazzone gli concede la possibilità di esordire in prima squadra. Lo getta nella mischia nella gara d'andata del secondo turno di Coppa Italia sul campo della Ternana, quindici giorni più tardi nella gara di ritorno colleziona un altro quarto d'ora. Mazzone è convinta del suo talento tanto da concedergli altro spazio, sempre in Coppa Italia, negli ottavi di finale contro l'Inter. Ma per il giovane Gabriele è tempo di fare la prima esperienza lontana da casa.

Nell'estate del 2006 infatti il Bologna, dopo tanta gavetta tra Primavera e prima squadra, lo cede in prestito al Vicenza. Un piccolo periodo di ambientamento, gara dopo gara Paonessa prende sempre più minutaggio. Alla tredicesima giornata firma il suo primo gol tra i professionisti nel 2-0 contro l'Arezzo. Pierluigi Casiraghi è stregato dalle sue qualità e come regalo di Natale gli concede - nonostante sia in Under 20 - la prima chiamata in Under 21. Il giovane bolognese risponde con un gol all'esordio nel test amichevole contro il Lussemburgo. Ma il momento forse più alto della sua carriera arriverà tre mesi più tardi. La Juventus, retrocessa in Serie B in seguito alla sentenza di Calciopoli, viaggia ritmi altissimi e farà visita al 'Menti' al Vicenza. I bianconeri al 60' sono avanti 2-0 al 60' con i gol di Palladino e Del Piero ma i padroni di casa, nel giro di cinque minuti, prima rientra con il gol di Nastos, poi con il gol di Paonessa. Deviazione di testa sotto porta, non di certo il repertorio di casa.

Una rete che gli permetterà di entrare nel cuore dei tifosi del Vicenza tanto che cominciano ad etichettarlo il 'nuovo Baggio'. Un appellativo pesante ma non per le spalle di Paonessa che chiuderà la stagione con quattro reti in ventisei presenze. Numeri importanti per un giovane alla prima esperienza tra i professionisti ma non per il Bologna, che lo cede all'Avellino in prestito con diritto di riscatto della comproprietà. Gli irpini sono una squadra costruita in ritardo a causa dei problemi societari. Le turbolenze sono tante: Giovanni Vavassori e Maurizio Sarri dimettono durante il precampionato. La squadra viene affidata a Carboni ma la squadra naviga in zona retrocessione. Paonessa ha tanto spazio, chiuderà la stagione con trenta presenze, ma fatica ad incidere. Nella gara di fine ottobre contro il Ravenna sale in cattedra, nel 3-2 finale realizza due reti e provoca l'autorete decisiva nel finale. 

L'Avellino retrocede nonostante l'arrivo in panchina di Calori nel finale, Paonessa ritorna a Bologna ma non entra nelle grazie di mister Arrigoni e vede poco in cambio. Ma ad Arrigoni subentra Mihajlovic, con l'arrivo del tecnico serbo Paonessa scala le gerarchie ma nella prima trasferta nel 2009, candidato a scendere in campo dal 1', il ginocchio fa crack. Rottura del legamento crociato, la stagione di Paonessa praticamente termina lì. Paonessa però lavora durante per tornare a disposizione, il Bologna lo cede nuovamente in prestito, di nuovo a Vicenza dove il suo talento era esploso. Chiuderà la stagione con sole undici presenze e due reti e tanti, tantissimi infortuni che lo tengono lontano dal campo per tutta la seconda parte di stagione.

L'anno successivo il Bologna lo cede in comproprietà al Parma nello scambio con Daniele Paponi, gli emiliani lo girano immediatamente al Cesena ma, come successo con Arrigoni, non entra nelle grazie di Ficcadenti e passa praticamente tutta la stagione 2010/11 a guardare i compagni tra panchina e tribuna. Da quel momento Paonessa comincia a girare l'Italia. Nell'estate 2011 passa al Gubbio dove colleziona solo sette presenze, a gennaio passa al Como in Serie C dove infila due reti in sette presenze. La stagione successiva non cambia: tra Perugia e Crotone sono solo tre le presenze. Di fatto Padova-Crotone dell'aprile 2013 sarà l'ultima gara di Gabriele Paonessa.

Nell'estate successiva torna al Parma dove ci resta fino a giugno 2015, alla scadenza del suo contratto. Dopo un anno da svincolato arriva alla decisione definitiva: il ritiro dal calcio giocato a soli 29 anni. Una promessa non mantenuta, uno dei calciatori maggiormente talentuosi nel primo decennio degli anni 2000 che non ha saputo mantenere le promesse, tra qualche infortunio di troppo e qualche frizione di troppo con gli allenatori nel momento in cui doveva spiccare il volo.

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