Nazionali Giovanili
Nazionali Giovanili, “una settimana da Dio”: i verdetti e cosa manca per firmare il capolavoro
Italia, le Nazionali Giovanili tracciano la strada
In attesa dell’appuntamento col destino, quella partita che può ridefinire i confini della nostra storia calcistica, l’Italia può essere entusiasta per il cammino quasi perfetto delle Nazionali Giovanili. In una “tre giorni” ricca di picchi di intensità, a più livelli gli “azzurrini” ci ricordano che esistono molti modi di esaltare il tricolore, riportandolo al centro della mappa. U17, U18, U19 e U21: un quadrilatero che si scalda a suon di gol, giocate e risultati che fanno ben sperare per l’immediato futuro, e anche un po’ più in là. Ecco il re-cap della situazione nei vari gironi di qualificazione, con un occhio ai verdetti ancora da dare e alle sentenze già emesse.
Italia U17, un uomo solo al comando
Diego Perillo, un nome che racchiude l’essenza di questo gruppo. È l’inizio di tutto e il fine ultimo di ogni azione, l’accentratore di un attacco che nelle prime 2 uscite del gruppo A2 di qualificazione ai prossimi Europei U17, ha prodotto 7 gol. Risulta molto facile motivare quanto sopra: di queste sette freccie, ben tre sono state scagliate dall’arciere più preciso a disposizione di Franceschini. Tutto in un contesto che autoalimenta una progressione pazzesca, non scontata considerando le premesse. Alla prima partita infatti, gli “azzurrini” avevano dimenticato il freno di stazionamento ancora sù, rimanendo col motore in panne per un tempo intero ed essendo costretti alla rimonta rabbiosa e famelica della ripresa.
Un 3-2 in cui è marchiata a fuoco la firma di Perillo: gol che dimezza lo svantaggio, movimento a svuotare l’area che attira su di sé due difensori e libera spazio sul lato debole, dove arriva Okon per il pareggio. E nel 4-0 all’Islanda, succede tutto in 38 minuti, ma a rendere la vita più semplice alla squadra è come al solito il numero 9, autore di una doppietta. Il 31 marzo, a Gubbio, arriva la Romania, ma a supporto dell’Italia c’è anche la differenza reti che ci vede in vantaggio di 1 gol (+5 contro +4). Due risultati su tre dunque per i ragazzi di Franceschini, per consolidare un primato che li proietterebbe ai prossimi Europei di categoria.
Italia U18, l’obiettivo è tenere la testa della classifica
Pareggio che non compromette il cammino, quello maturato contro la Polonia per il gruppo di Massimiliano Favo. Partenza come sempre aiutata dalla vena realizzativa di Thomas Campaniello, che al 18′ fredda il portiere e ci porta avanti. Nella ripresa, l’U18 si fa raggiungere sull’1-1 da uno squillo di Pascal Mozie. La testa della classifica rimane di proprietà degli azzurrini, ma con 4 punti frutto anche del 3-0 all’esordio sul campo della Scozia, la notizia più importante è l’aritmetica certezza di aver superato il primo scoglio di queste qualificazioni al prossimo Europeo. L’Italia chiude all’interno delle prime tre del gironcino da quattro, eppure non può essere sazia: il 31 marzo a Glasgow dalle 20:00, l’ultimo impegno contro l’Irlanda per chiudere le tende del sipario nel migliore dei modi.
Italia U19, nel segno del “tre”
Era il numero caro a Dante, e si ripeteva a cadenza regolare nella “Divina Commedia”. Questa importanza simbolica verso il “tre”, esiste in qualche modo anche per l’Italia U19: dopo aver affondato l’Ungheria all’esordio, contro la Slovacchia arriva il secondo 3-0 consecutivo per i ragazzi di Bollini. Il legame viscerale tra questa squadra e la Calabria (terra che ha ospitato le partite casalinghe degli azzurrini) continua, avvicinandosi al suo ultimo atto. Un epilogo in cui si potrà contare su una migliore differenza reti, frutto di un attacco stellare e di una difesa che ha messo i lucchetti alla porta (sei reti segnate, zero subìte).
Hanno infatti alzato i giri del motore alcuni leader tecnici, con la produzione offensiva che risente in positivo degli sprazzi dominanti di Iddrissou (2 gol e 1 assist in 2 presenze), dagli impulsi di talento di Liberali e Coletta (rete e assist per il primo, 1 timbro per il secondo) e dalla presenza negli ultimi trenta metri di Mosconi (1 centro e 1 offerta per i compagni). Appuntamento per martedì 31 marzo alle 15:00, per l’epilogo contro la Turchia.
Italia U21, a lezione dall’alchimista Baldini
Nei panni di un Frankenstein moderno, Silvio Baldini si trova a meraviglia. Così, nel suo studiolo l’ex tecnico del Pescara ha studiato una formula che riportasse freschezza, ambizioni e status ad un gruppo svuotato dalla gestione precedente. Il risultato? Un sonoro “Si può fare”, che farebbe impallidire persino Gene Wilder. In un Girone 5 in cui è arrivato soltanto uno scivolone, l’Italia U21 insegue la Polonia, staccata di 3 punti (21 a 18) e in vantaggio negli scontri diretti a causa del 2-1 dell’andata. Ma si tratta di un solo neo, un’imperfezione che può essere archiviata grazie al ritorno. Nel mezzo, unità d’intenti ritrovata, principi di gioco che ci proiettano nel futuro e una serie di nuovi leader in orbita Nazionale Maggiore.
Il 26 marzo è arrivato un rotondo 4-0, quasi tutto colorato di…rossoblù: a segno N’Dour, Lipani, Ekhator e Fini contro la Macedonia. Il 31 marzo si ritorna in campo contro la Svezia, per rimanere in scia dei polacchi alla terzultima partita del girone. Intanto però, i segnali inequivocabili di crescita che tutti volevamo stanno arrivando, rimettendo slancio ed entusiasmo verso un futuro in cui deve esserci l’Europeo Under 21 di Albania-Serbia 2027.
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