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Nazionali Giovanili

Luis Hasa, addio all’azzurro: cambio di Nazionale per il centrocampista

Luis Hasa cambia Nazionale: il talento di proprietà del Napoli sceglie l’Albania. I motivi del cambio di federazione e l’addio all’azzurro.

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Hasa Italia

Luis Hasa cambia nazionale: niente più Italia, risponderà alla chiamata dell’Albania

La parabola di Luis Hasa prende una direzione inaspettata, almeno per chi lo ha seguito fin qui con la maglia azzurra. Il talento classe 2004, di proprietà del Napoli ma attualmente in forza alla Carrarese, ha deciso ufficialmente di cambiare federazione: il suo futuro internazionale sarà con l’Albania. Una scelta di cuore e di radici che chiude, di fatto, il suo lungo capitolo con le selezioni giovanili dell’Italia.

L’ufficialità dello “switch” è arrivata attraverso i canali FIFA dedicati ai cambi di nazionalità dei tesserati. Nato a Sora 22 anni fa da genitori albanesi, Hasa ha rappresentato l’Italia dall’U18 fino all’U21, con cui ha raccolto tre presenze in amichevole nel giugno 2024. Proprio il fatto di non aver mai esordito in match ufficiali con la Nazionale maggiore di Luciano Spalletti ha reso possibile il passaggio alla corte del CT Sylvinho, che ora potrà contare su di lui per il nuovo ciclo della selezione balcanica.

Tra Carrarese e Nazionale: il momento d’oro di Hasa

Il cambio di rotta arriva in un momento di grande visibilità per il trequartista. Dopo il trasferimento in prestito dal Napoli alla Carrarese in estate, Hasa si sta mettendo in mostra con prestazioni di alto livello in Toscana, attirando nuovamente l’attenzione degli addetti ai lavori. La sua capacità di saltare l’uomo e la visione di gioco, affinate nel settore giovanile della Juventus e consolidate tra i professionisti, lo rendono un innesto di lusso per un’Albania che vuole rialzare la testa dopo il recente k.o. in Polonia che ha spento i sogni Mondiali.

Un ritorno alle origini

Per Hasa si tratta di un ritorno al passato: già in giovanissima età era stato inserito nel giro dell’U15 albanese, senza però mai scendere in campo. Ora, con la maturità dei 22 anni e l’esperienza tra Serie B e nazionali giovanili azzurre, il ragazzo è pronto a diventare un pilastro della selezione maggiore di Tirana. L’Italia perde così un altro profilo tecnico interessante, un “dieci” moderno che ha scelto di rispondere al richiamo delle proprie origini familiari.

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