Nazionali Giovanili
L’oro dell’Italia U17 e le idee di Franceschini: “I talenti ci sono, ora serve il minutaggio”
Le parole di Daniele Franceschini dopo la vittoria dell’Europeo Under 17 con l’Italia. Il bilancio sul trionfo, la gestione dei giovani e la tattica.
Italia U17 campione d’Europa: il bilancio del tecnico Daniele Franceschini
A pochi giorni dalla storica conquista del Campionato Europeo Under 17, l’Italia festeggia il prestigioso traguardo raggiunto in Estonia. La selezione azzurra, guidata in panchina dal tecnico Daniele Franceschini, è salita sul tetto d’Europa superando in finale il Belgio al termine di una lotteria dei calci di rigore molto combattuta, arrivata dopo l’1-1 dei tempi regolamentari.
A mente fredda, l’allenatore degli azzurrini ha tracciato a Maracanà, trasmissione di TMW Radio, un bilancio completo del cammino europeo, analizzando l’evoluzione mentale del gruppo e soffermandosi sulle necessità strutturali che accompagnano lo sviluppo dei giovani calciatori verso il professionismo. Di seguito le sue parole.
Le parole di Franceschini
Sulla vittoria dell’Europeo U17: “A distanza di giorni metabolizziamo il tutto, è stato così veloce che non ce lo siamo goduti. Ora capiamo di aver fatto qualcosa di eccezionale, è stato un percorso straordinario. Si parte sempre con i migliori propositi e si dice di crederci, ma i ragazzi hanno capito di potersela giocare a marzo, quando abbiamo ribaltato la partita col Portogallo nel turno di qualificazione. Lì hanno preso consapevolezza della propria forza”.
Sui giovani: “I tempi sono cambiati ma i giovani bravi li abbiamo, lo dicono i risultati. Bisogna dargli fiducia, hanno bisogno di minutaggio. In campo internazionale sono cresciuti molto a livello tecnico e mentale grazie a queste partite. I giovani devono poter crescere”.
Sui ragazzi pronti al salto: “Ce ne sono diversi e questo deve darci fiducia. E poi magari altri potranno sorprenderci, perché possono sembrare meno pronti e poi riescono a fare il salto. Abbiamo ottime individualità e serve avere più fiducia nei ragazzi, farli crescere con serenità”.
Sui cambiamenti: “Le squadre sono più organizzate rispetto al passato, c’è più tecnologia e monitoraggio fisico costante. Ma la tecnica e la testa sono ancora la parte principale, bisogna insistere su queste e lasciare un po’ più da parte la tattica”.
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