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Meteore – Che fine ha fatto… Richmond Boakye: la Juve, il gol al Real Madrid e l’Eccellenza

La storia di Richmond Boakye: dai gol con la Primavera del Genoa e la Juventus fino al clamoroso trasferimento nel 2026 all’Angolana in Eccellenza.

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Richmond Boakye

Richmond Boakye, la precoce esplosione in Italia e il percorso da Meteora giramondo

Il calcio giovanile, si sa, sa essere una macchina di sogni ed illusioni spietata. Tra i tantissimi ragazzi passati dall’Italia nell’ultimo ventennio, la parabola di Richmond Boakye Yiadom rappresenta una delle storie più incredibili, un viaggio romanzesco che, dalle vette della Serie A e della Juventus, lo ha portato a girare i quattro angoli del pianeta.

Il dominio assoluto con la Primavera del Genoa

Arrivato in Italia sul finire del 2008 quasi per caso, dopo essere stato notato dagli osservatori del Genoa durante il torneo giovanile “Giulietta e Romeo” a Montecchio Maggiore con la maglia del D.C. United di Accra, l’impatto di Boakye con il calcio italiano è devastante. Aggregato alla formazione Primavera del Grifone, il giovane attaccante ghanese diventa l’incubo di tutte le difese d’Italia. Sotto la guida tecnica del settore giovanile ligure, solleva nel 2009 la Coppa Italia Primavera e, nel 2010, si laurea Campione d’Italia conquistando lo Scudetto di categoria.

La sua fame di gol non si ferma e il 9 settembre 2010 bissa il successo in Supercoppa italiana Primavera con una prestazione mostruosa: una doppietta personale nel netto 5-0 rifilato al Milan. Il tecnico della prima squadra, Gian Piero Gasperini, non può fare a meno di notarlo. Il 3 aprile 2010 arriva l’esordio assoluto in Serie A: entra al 12′ al posto di David Suazo nel match casalingo contro il Livorno e, dopo pochi minuti, scarica in rete il pallone del gol. A soli 17 anni e poco più, Boakye diventa il terzo marcatore debuttante più giovane nella storia del massimo campionato italiano, attirando su di sé le attenzioni dei top club europei.

L’ascesa tra Sassuolo, la Juventus e il gol al Real Madrid

La consacrazione tra i professionisti arriva con il prestito al Sassuolo in Serie B. Nella stagione 2011-2012 trascina i neroverdi con 12 reti complessive, prestazioni che spingono la Juventus a investire ben 4 milioni di euro per acquistarlo in compartecipazione dal Genoa. Lasciato un altro anno in prestito in Emilia, Boakye è tra i protagonisti assoluti della storica prima promozione del Sassuolo in Serie A nel 2013.

“Quando la Juventus ha acquistato metà del mio cartellino ho pensato di aver toccato il cielo con un dito. Condividere lo spogliatoio con campioni del genere ti cambia la prospettiva”, racconterà anni dopo l’attaccante.

I bianconeri decidono di testarlo all’estero e lo girano in prestito all’Elche, nella Liga spagnola. Anche in terra iberica l’impatto è da predestinato: all’esordio entra e firma il 2-2 al 95′ contro l’Almería. Poche settimane dopo, mette la firma su un pezzo di storia personale siglando, con uno stacco aereo imperioso al 91′, la rete del momentaneo pareggio contro il Real Madrid, prima del gol beffa di Cristiano Ronaldo. Chiuderà l’anno in Spagna con 7 gol prima di rientrare in Italia.

La crisi in Italia e l’idolo a Belgrado: il record con la Stella Rossa

Il rientro in Serie A, sponda Atalanta nel 2014, segna l’inizio della parabola discendente nel calcio d’élite. Nonostante alcuni gol importanti (come quello decisivo al Parma e una doppietta in Coppa Italia contro l’Avellino), i bergamaschi lo riscattano ma lo girano in prestito prima in Olanda al Roda JC (dove non segna mai) e poi al Latina in Serie B. Sembra l’inizio della fine, ma il mercato di gennaio 2017 gli riserva la svolta della carriera: il passaggio alla Stella Rossa di Belgrado.

In Serbia, Boakye rinasce totalmente e vive stagioni da re assoluto. Con una media realizzativa spaventosa, mette a referto ben 27 gol in 30 partite di campionato in una sola stagione, diventando il calciatore straniero più prolifico della storia del club di Belgrado. Memorabile la sua quadripletta nel derby contro il Rad Belgrado, terminato 6-1. I tifosi serbi lo idolatrano e le sue prestazioni convincono i cinesi del Jiangsu Suning a sborsare ben 5,5 milioni di euro per portarlo in Asia nel 2018. L’avventura in Cina dura poco e il richiamo di Belgrado è troppo forte: torna alla Stella Rossa per giocare la Champions League, lasciando un ricordo indelebile nella bacheca del club.

Il giro del mondo e l’incredibile approdo nel calcio dilettantistico abruzzese

Terminata l’epopea serba nel 2021, la carriera di Richmond Boakye si trasforma in un vero e proprio passaporto timbrato in ogni continente. Passa prima in Polonia al Górnik Zabrze, poi si trasferisce in Israele al Beitar Gerusalemme dove segna 7 reti. Nel gennaio 2023 accetta l’offerta esotica dell’Al-Akhdar in Libia, giocando solo in Coppa della Confederazione CAF (dove trova comunque il gol all’esordio), prima di volare in Malesia nel giugno del 2023 per vestire la maglia del Selangor.

Ma l’intreccio più incredibile e romantico della sua carriera si scrive all’inizio del 2026. Ormai trentatreenne, l’ex promessa della Juventus decide di fare un clamoroso ritorno in Italia, la terra che lo aveva lanciato. Il 16 gennaio 2026, infatti, viene ufficializzato il suo clamoroso trasferimento alla Renato Curi Angolana, storica società militante nel campionato di Eccellenza Abruzzo. Un salto triplo all’indietro dai palcoscenici della Champions League ai campi regionali abruzzesi, che testimonia come la storia di questo attaccante ghanese sia rimasta legata a un amore viscerale per il calcio italiano, pronto a rimettersi in gioco laddove tutto era cominciato.

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