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Interviste

ESCLUSIVA MP – “Un talento non comune”: dietro le quinte di Filippo Conzato attraverso gli occhi di Michele Nicolin

Michele Nicolin, responsabile del settore giovanile del L.R. Vicenza, ripercorre la crescita di Filippo Conzato, ala del Torino Primavera.

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Michele Nicolin, responsabile del settore giovanile del L.R. Vicenza, ripercorre la crescita di Filippo Conzato: dai primi passi in biancorosso fino al Torino

Ogni grande storia calcistica ha un punto d’origine, un momento in cui il talento incontra la visione e la cura quotidiana. Per Filippo Conzato, quel viaggio è iniziato a soli dodici anni nei campi del settore giovanile del L.R. Vicenza, una fucina di campioni che fa della valorizzazione dei giovani la propria stella polare.

A ripercorrere le tappe di questa crescita – dai primi calci al pallone fino al grande salto nel calcio professionistico con la maglia del Torino – è Michele Nicolin, responsabile del settore giovanile biancorosso. Con le sue parole, Nicolin ci accompagna dentro la testa e il cuore di un ragazzo solare, guidato da una passione smisurata e da doti non comuni, capace a sedici anni di compiere un doppio salto di categoria per allenarsi con la prima squadra in piena lotta promozione.


L’intervista esclusiva a Michele Nicolin

Partiamo dall’inizio. Qual è la prima immagine o il primo ricordo che le viene in mente pensando a Filippo Conzato quando è arrivato nel settore giovanile del Vicenza?

“Pippo è arrivato da noi a 12 anni, un bambino solare che viveva con e per il pallone”.

Quali caratteristiche fisiche, tecniche o caratteriali vi avevano fatto capire subito che si trattava di un profilo con un potenziale fuori dal comune?

“Diciamo che era un ragazzino con una passione enorme e con un talento non comune, vedeva spesso il gioco dove gli altri faticavano ad arrivare. Caratterialmente Filippo è un giocatore che si è formato nel tempo, tutt’ora oltre che calcisticamente ha margini enormi sulla sua crescita emotiva e caratteriale”.

Durante gli anni al Vicenza, in cosa è cresciuto maggiormente? C’è stato un momento o una stagione specifica in cui ha fatto il vero “salto di qualità”?

“Vorrei dire che Pippo è premiato dalla costanza nella sua crescita. Se poi vogliamo citare un momento speciale è quando a 16 anni ha fatto il doppio salto dagli allievi nazionali under 17 alla prima squadra del Vicenza, in un momento in cui il nostro club si stava giocando la promozione in serie B, dunque ogni minuto con la prima squadra era dettato dal merito”.

Che tipo di ragazzo era dentro e fuori dal campo? Quanto hanno inciso la sua attitudine al lavoro e la sua mentalità nel suo percorso di crescita?

“Pippo Conzato è sempre stato un ragazzo solare, pieno di vita! Lui ha fatto dei passaggi importanti nel suo percorso professionale, capendo nel tempo che il lavoro quotidiano abbinato al suo talento potrebbero portarlo a grandi traguardi. Ma nulla è ancora completato, la sua professionalità non lo deve tradire in questo momento, lavoro e miglioramento devono essere il suo pane quotidiano”.

Arriva poi il passaggio al Torino. Con che spirito avete accompagnato questo trasferimento e cosa ha significato per il settore giovanile del Vicenza vedere un proprio talento approdare in una realtà così importante?

“Per noi lanciare ragazzi nel professionismo sia nell’ambito della nostra prima squadra che nell’ambito di altri importanti club del panorama non solo italiano non è una novità. Filippo al Toro rappresenta come altri talenti un orgoglio per tutto il movimento biancorosso”.

Mantenete i contatti con lui o con il Torino? Come valutate questo suo percorso in granata e quali differenze o miglioramenti avete notato nel suo modo di stare in campo?

“Certo! Personalmente è una regola mantenere i contatti con i ragazzi che hanno fatto il percorso giovanile insieme a me. Con Filippo ci sentiamo sempre volentieri e mi fa piacere che lui conti sempre su di me, sia nei momenti positivi che in quelli meno belli. I ragazzi sanno che per loro ci sono sempre! Il percorso a Torino, specie nei primi mesi di questa stagione vedono un Conzato più consapevole dei propri mezzi”.

A che punto è il percorso di maturazione di Filippo? Qual è il passo successivo che deve compiere per affacciarsi con stabilità al calcio dei “grandi”?

“Pippo Conzato vive giornalmente con due amici che stimo, uno è il mio collega Ruggero Ludergnani e l’altro è il suo mister Francesco Baldini, questa è una domanda per loro che vivono la quotidianità con il calciatore”.

Vedere ragazzi cresciuti nel vostro vivaio arrivare a palcoscenici nazionali come la Primavera del Torino è la miglior conferma del lavoro del Vicenza. Quanto orgoglio c’è e quali sono oggi i punti di forza del vostro settore giovanile?

“È la nostra vocazione, portare i ragazzi al massimo delle proprie potenzialità vuol dire non mettere al primo posto il risultato ma il sostegno del talento, facendo in modo che tutte le figure che stanno con i nostri giovani accettino di mettere al centro del percorso il bambino/ragazzo che gioca a calcio e non loro stessi”.

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