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Interviste

Kayode, l’ex tecnico Soda: “Appena lo vidi dissi subito: questo è forte”

Antonio Soda racconta gli inizi di Michael Kayode al Gozzano: l’esordio in Serie D, le qualità mostrate a 16 anni e le lunghe rimesse.

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Kayode Fiorentina

Kayode, l’ex tecnico Soda: “Appena lo vidi dissi subito: questo è forte”

Prima della Fiorentina, della Premier League e della Nazionale maggiore, nel percorso di Michael Kayode c’è stato un passaggio decisivo: quello al Gozzano. A raccontare quei mesi è stato Antonio Soda, suo allenatore in Serie D, intervenuto ai microfoni di Radio Sportiva dopo la prima convocazione del terzino con l’Italia.

“Quando l’ho visto era praticamente un bambino, aveva 15 anni e poi ne compì 16. Era stato alla Juventus ed era tornato al Gozzano”, ha ricordato Soda. Le prime sensazioni furono subito molto forti. “Negli allenamenti i grandi non riuscivano mai a saltarlo e facevano fatica a tenerlo. Aveva vivacità e una forza incredibile. Chiamai il mio secondo e gli dissi: ‘Ma questo da dove è uscito? Questo è forte’”.

“Da lì non è più uscito dalla formazione”

Soda decise presto di accelerare il suo inserimento tra i grandi. Kayode frequentava ancora la scuola quando arrivò la chiamata del tecnico: “Gli dissi: ‘Domani vieni ad allenarti con noi perché domenica ti faccio giocare’”.

L’esordio confermò immediatamente le sensazioni maturate in allenamento. “Fece una grandissima partita. Vincemmo 1-0, si procurò un rigore e salvò anche un gol sulla linea. Da lì non è più uscito dalla formazione titolare”.

Per Soda, proprio il confronto quotidiano con calciatori adulti rappresentò uno dei passaggi fondamentali nella crescita del giovane terzino.

Le rimesse lunghe erano già un’arma

Tra gli aspetti più curiosi del racconto c’è anche quello relativo alle lunghe rimesse laterali, diventate in seguito una delle caratteristiche più riconoscibili di Kayode al Brentford.

“Le faceva anche con noi. Quando l’ho visto ho pensato che fosse impossibile avere quella forza”, ha raccontato Soda. “Creammo anche degli schemi e facemmo qualche gol. Quella rimessa laterale ce l’aveva già a Gozzano e la sfruttavamo”.

L’ex tecnico ha infine sottolineato soprattutto il carattere del giocatore: “Ha fatto sacrifici enormi per arrivare dove è arrivato. È un ragazzo che dà tutto, lotta per la maglia e vuole sempre imparare”.

Per Soda, quindi, la convocazione in Nazionale non è una sorpresa, ma il punto d’arrivo di un percorso iniziato lontano dai riflettori e costruito attraverso lavoro, sacrificio e crescita continua.

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