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Inter, Chivu frena su Lavelli: “Andiamoci piano, deve godersi quello che ha fatto”

Chivu elogia Matteo Lavelli dopo Inter-Fiorentina: “Non guardo la carta d’identità”. Il 2006 dell’U23 convince nel finale.

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Inter, Lavelli entra e lascia il segno: Chivu frena gli entusiasmi

L’Inter vince in rimonta contro la Fiorentina e, nel finale, trova anche un contributo importante da Matteo Lavelli. L’attaccante classe 2006 dell’Under 23 è entrato all’85’ al posto di Barella, partecipando agli ultimi minuti della sfida poi ribaltata dai nerazzurri con le reti di Thuram e Zielinski.

Al termine della gara Cristian Chivu si è soffermato proprio sull’ingresso del giovane attaccante, spiegando anche la scelta tattica che lo ha portato a inserire un’altra punta. “Ho scelto un altro attaccante perché riempivamo poco l’area con le mezzali. Nell’uno contro uno di Diouf e Bonny non avevamo gente dentro e serviva un attaccante in più”.

Chivu su Lavelli: “Non guardo la carta d’identità”

Il tecnico nerazzurro ha apprezzato l’impatto del ragazzo, ma ha invitato tutti a mantenere equilibrio nei giudizi. “Andrei piano con i ragazzi. Facciamo spesso l’errore di esaltarli troppo per qualche gara fatta bene. Devono giocare: io non guardo la carta d’identità, né con Mkhitaryan né con lui”.

Lavelli, classe 2006 e attaccante dell’Inter U23, sta trovando continuità con la formazione di Stefano Vecchi e nelle ultime settimane è entrato sempre più stabilmente anche nel giro della prima squadra.

“Quella giocata dopo il 2-1 è tanta roba”

Chivu ha poi evidenziato un episodio in particolare, arrivato dopo il sorpasso nerazzurro. “Dopo il 2-1 ha tenuto palla a quaranta metri dalla porta e ottenuto una rimessa laterale: è tanta roba. Esprime un buon calcio, ma è presto per dire determinate cose”. Un gesto apparentemente semplice, ma che per l’allenatore racconta personalità e capacità di leggere un momento delicato della partita.

“In certe squadre la pressione non permette alcune scelte”

Il passaggio più interessante riguarda però il rapporto tra giovani e grandi club. Chivu ha sottolineato quanto sia complicato trovare spazio immediatamente in una squadra costruita per vincere. “Bisogna accettare che non è semplice arrivare in una squadra già formata. Devono essere pronti quando arriva l’opportunità. Questa è la vita”.

Poi il riferimento al contesto delle big: “Certe squadre hanno addosso una pressione tale che non possono essere fatte determinate scelte. Spiace dirlo, ma funziona così da noi, al Milan, magari meno al Como dove sono tutti giovani”. Un messaggio netto: Lavelli ha dato una risposta positiva, ma Chivu non vuole accelerare i tempi. Il classe 2006 dovrà continuare a crescere con l’Under 23 e farsi trovare pronto ogni volta che la prima squadra gli concederà una nuova occasione.

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