Interviste
Inter, Lavelli dopo il derby di Perth: “Dare tutto è il minimo che posso fare per questa squadra”
Matteo Lavelli protagonista nel derby di Perth con l’Inter: decisivo nell’azione del gol, l’attaccante nel post partita.
Entrato nella ripresa della sfida di Perth, l’attaccante partecipa all’azione del gol e racconta le sue emozioni a fine gara
Il derby di Milano giocato a Perth si chiude sull’1-1, ma in casa Inter il bilancio del test australiano offre motivi di grande soddisfazione, specialmente per quanto riguarda il rendimento dei giovani aggregati alla prima squadra. Tra le note più lieta della ripresa figura senza dubbio Matteo Lavelli, entrato al rientro dagli spogliatoi al posto di Iddrissou per affiancare Pio Esposito nel reparto avanzato guidato da mister Cristian Chivu.
L’attaccante classe 2006 ha disputato un secondo tempo di grande personalità, mettendo la propria firma nell’azione che ha portato al vantaggio nerazzurro firmato da Dimarco. Oltre a lui, la sfida ha visto protagonisti anche altri prodotti del vivaio come Bovio (subentrato al 76′) e Maye (in campo dall’80’).
La sponda decisiva e le parole nel post-partita
L’impatto di Lavelli sul match è stato immediato: al limite dell’area di rigore, il giovane centravanti ha difeso con la forza fisica un pallone complesso dall’assalto della difesa rossonera, ripulendo la traiettoria e smistandola per l’inserimento di Barella, autore poi dell’assist vincente per Dimarco. Intervistato ai microfoni di Fcinter1908 al termine della gara, il baby attaccante ha commentato con grande umiltà la sua prestazione e il momento che sta vivendo:
“Sto cercando di fare del mio meglio. Il minimo che posso fare per questa squadra è dare tutto e continuerò sempre a dare il massimo per aiutare il gruppo. Sull’azione del gol ho visto arrivare il pallone, ho notato l’uomo alle mie spalle e ho cercato di proteggerlo. Poi Barella è stato bravissimo a metterla in mezzo per Dimarco. Mi trovo sempre bene con questa squadra, non posso dire niente. Il mister mi chiede di proteggere il pallone e far salire la squadra. Per il resto ci dice di goderci la partita. Non mi pongo obiettivi particolari. Quello che verrà, verrà”.
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