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Interviste

Iddrissou: “La maglia azzurra è speciale. Mercato? Amo l’Inter, voglio stare qui”

Jamal Iddrissou, attaccante dell’Inter classe 2007, si racconta: il ritiro coi grandi, il no all’estero, Pio Esposito e l’azzurro.

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Jamal Iddrissou

Jamal Iddrissou tra infortunio, mercato e amore per l’Inter: le sue parole

Un’estate indimenticabile vissuta a contatto con la Prima Squadra, prima di dover fare i conti con un infortunio muscolare che ne sta rallentando l’inserimento in questa prima parte di stagione. Jamal Iddrissou, attaccante classe 2007 e tra i prodotti più luminosi del vivaio dell’Inter, si è raccontato in una ricca intervista concessa a Il Giorno, ripercorrendo le tappe della sua crescita, i modelli a cui si ispira e l’attaccamento viscerale ai colori nerazzurri. Di seguito le dichiarazioni del giovane attaccante.


Il salto tra C e Primavera, le offerte dall’estero e l’Inter

La sua stagione: “Per ora ho giocato poco, essendomi infortunato, ma si notano delle differenze. Affronti gente che conosce la categoria e quest’anno siamo nel girone C. Andiamo in stadi clamorosi, uno stimolo ulteriore. L’esperienza che mi ha fatto crescere di più l’anno scorso è stata in Youth League a Colonia davanti a 50mila spettatori”.

Sulle voci di mercato: “Sapere di possibili offerte fa sempre piacere, però poi parla il cuore e il cuore è interista. È la società che amo, sono contento di stare qui. Mi sento a casa”.


I modelli Thuram e Pio Esposito, le origini e i consigli di Vecchi e Chivu

I punti di riferimento: “Thuram è il giocatore a cui mi ispiro, ma da quando ho fatto il ritiro in prima squadra devo dire che prendo molto anche da Pio Esposito. Mi ha aiutato un sacco”.

Il tour con la prima squadra: “Un sogno realizzato, intanto. Non me lo aspettavo, ogni giorno era una sorpresa nuova. Affacciarsi a un gruppo di campioni così è stato incredibile. Mister Vecchi mi dice di giocare come so, senza pressione. Chivu ha cercato di trasmettermi tranquillità, soprattutto quando ho giocato durante il tour”.


La maglia azzurra, il Ghana e il futuro dei talenti italiani

L’esperienza con l’Italia: “La maglia azzurra è speciale, diverso. Ho iniziato in U18 e poi U19, ho giocato il Mondiale U20 da sotto età in Cile: non è andato benissimo, ma è un’esperienza che ti resta a vita, come l’Europeo”.

I giovani e le sirene ghanesi: “Talenti in Italia? Sono super fiducioso, sono convinto che faremo molto bene in futuro e ho visto un’ottima nazionale in Nations League. Dalla federazione ghanese si è fatto vivo qualcuno? Al momento no. E per ora penso all’Italia”.

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