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Interviste

Guidi sui giovani in Italia: “Romano e Lulli da Nazionale, ma la Primavera così non aiuta”

Federico Guidi analizza i giovani italiani: da Romano e Lulli a Lontani e Liberali al Como, con una stoccata alle riforme della Primavera.

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Federico Guidi

Guidi senza filtri: da Lulli e Romano ai casi Lontani e Liberali, l’analisi sul calcio giovanile

Intervenuto ai microfoni di Radio Sportiva, il tecnico Federico Guidi ha tracciato un bilancio approfondito sul momento del calcio giovanile italiano, soffermandosi sia sui singoli profili che si stanno imponendo ad alti livelli, sia sulle criticità strutturali che penalizzano il percorso di crescita dei ragazzi.

Dai progressi di Romano e Lulli fino all’impatto di Simone Lontani e al trasferimento di Mattia Liberali al Como sotto la guida di Cesc Fàbregas, l’allenatore ha offerto spunti di riflessione di grande interesse, senza risparmiare riserve sulle ultime riforme regolamentari del campionato Primavera. Di seguito le parole dell’ex tecnico delle U20 di Fiorentina, Milan e Roma.

Le dichiarazioni di Federico Guidi

Sulla tendenza con i giovani: “Ci auguriamo che qualche segnale sia arrivato, siamo costretti a cercare le potenzialità per il nostro movimento in Italia. Lulli, Cacciamiani, Bakoune, Romano, si stanno facendo apprezzare. Romano? È un giovane vecchio, ha sempre dimostrato di possedere intelligenza e mentalità non comune per la sua età. Quello che ha fatto vedere a Spezia in B e ora in A è importante, credo sia una risorsa per la Nazionale italiana del futuro”.

Su Lulli: “Per capacità fisiche e di accelerare assomiglia a Bellanova o Palestra. Si differenzia rispetto a loro perché è abile nel dribbling e sa creare superiorità numerica nella metà campo offensiva. Deve forse migliorare con il piede sinistro e in fase difensiva. Si fida troppo della sua esuberanza fisica e può commettere errori di lettura, comunque fisiologici per la sua età. Secondo me ha margini di miglioramento incredibili se pensate che la Roma non lo aveva nemmeno quasi considerato fino all’U17. Si sta evolvendo in maniera importante”.

Sul campionato Primavera: “Negli ultimi anni ha visto un abbassamento della qualità e anche l’ultima riforma non è andata nella direzione della crescita dei ragazzi. L’aumento dell’età e le retrocessioni portano a squadre molto giovani perché magari hanno le seconde squadre, mentre altre non rischiano brutte figure o vogliono vincere e utilizzano giocatori di 20 anni che potrebbero già salire. È qualcosa che va a cozzare con le regole UEFA, visto che la Youth League è U19″.

Su Lontani: “Simone da subito è stato aggregato al nostro gruppo e giocava tre anni sotto età in Primavera. Quando non era chiamato in causa andava con i pari età e iper-performava in U17. Non credevo avesse questo impatto in A, ma il suo talento è importante ed è intelligente con grandissime qualità tecniche. Può interpretare più spazi nel reparto offensivo e dialoga bene anche con un compagno accanto. Mi aspettavo che fosse comunque fra quelli che potesse arrivare a questo palcoscenico”.

Su Liberali: “Penso che l’approdo al Como sia una scelta giusta, così come quella di Catanzaro. Si è conquistato la A sul campo meritatamente e la scelta è l’ideale per le sue caratteristiche: lui è un italiano ‘spagnoleggiante’ nel senso che gli appartiene quel modo di giocare, sa smarcarsi ed è veloce nello stretto. È un calciatore intelligente e penso che Fabregas sia perfetto per farlo crescere, può diventare un gioiello del calcio italiano”.

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