Interviste
Fabregas: “Al Como non guardo l’età: Liberali ha carattere, Cassano è un’intuizione”
Cesc Fabregas al Festival dello Sport di Trento parla dei giovani del Como: le parole su Mattia Liberali, l’Accademia e la scoperta di Riccardo Cassano.
Fabregas e la linea giovanile del Como: le parole sull’accademia, Liberali e Cassano
Intervenuto durante la seconda giornata del Festival dello Sport di Trento, Cesc Fabregas si è soffermato a lungo sui temi cardine legati al settore giovanile e allo sviluppo dei talenti. L’allenatore del Como ha voluto far chiarezza sulla politica del club riguardo ai calciatori italiani e sulla costruzione di un’accademia capace di rifornire la Prima Squadra nei prossimi anni.
Dall’investimento su Mattia Liberali fino all’intuizione riguardante il giovane centrocampista Riccardo Cassano, ecco la visione di Fabregas sul futuro del vivaio lariano. Di seguito le sue parole riportate dalla Gazzetta dello Sport.
Le parole di Fabregas
Sugli italiani in rosa: “Io li vedo, ma dobbiamo capire tantissime cose. Abbiamo vinto la B con il 95% di giocatori italiani. Nella prima stagione in A posso nominare più di 10 giocatori italiani. Peccato che per quest’ultima stagione possiamo dire che, a parte un giocatore, ne avevamo zero. Ma non si può giudicare un club, uno staff o un presidente per una singola stagione”-
Sulle giovanili: “Non sono nessuno per dire cosa sia sbagliato. Ora abbiamo provato a creare la nostra accademia, che praticamente è nata due anni fa. Tutti questi esperti vi possono dire che magari ci vorranno 10 anni. Abbiamo 3 giocatori nell’Under 16, 3 nell’Under 17, 3 nell’Under 18 e via dicendo, piano piano stiamo costruendo e arrivando. Vogliamo portarli in prima squadra. Si deve lavorare, costruire, credere”.
Su Liberali: “Quando ho parlato con lui gli ho detto ‘non ti prendiamo perché sei italiano’. Mi piace come gioca, la sua personalità nel trasferire il suo calcio in un contesto che non lo favorisce fisicamente. Davanti ha Nico Paz, Baturina, Caqueret, ma se lui fa bene le cose e merita, a me non me ne frega niente dell’età. Formiamo parte del calcio italiano, mi sento italiano, sono sempre in vacanza in Italia anche se vivo qui. Ora stiamo anche provando ad aiutare nel formare i calciatori italiani”.
Su Cassano: “Mi piace lavorare con giocatori intelligenti. Gente di talento, giocatori che sanno riconoscere tempo, spazio, movimento del tuo compagno. Riccardo Cassano è un esempio: non aveva mai giocato nemmeno con la Primavera, si è allenato con noi e al secondo giorno ho chiamato Roberts (responsabile dell’accademia, ndr) dicendogli che lo volevo vedere di più ogni giorno, per vedere come avrebbe reagito ad una spallata di Diao, per esempio. Abbiamo scoperto un giocatore. Mi piace chiedere loro chi sia il loro idolo e fargli vedere i video dei loro idoli”.
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