Interviste
ESCLUSIVA MP – Alessandro Carnaroli, l’ascesa a 16 anni: “L’esordio, Tonucci come un padre e il Pisa. Ora cresco a Pesaro”
Alessandro Carnaroli, l’ascesa a 16 anni: l’esordio in C, il Pisa e la matura umiltà di chi vuole conquistare il futuro. La nostra intervista esclusiva al difensore.
Alessandro Carnaroli si racconta a 360°: l’emozione dell’esordio tra i professionisti, la firma con il Pisa, i consigli dei compagni più esperti e l’equilibrio tra calcio e vita privata
Dall’emozione travolgente del debutto tra i professionisti alla firma con un club ambizioso come il Pisa, fino al valore del sacrificio quotidiano tra campo e libri di scuola. A soli 16 anni, Alessandro Carnaroli sta vivendo un momento da incorniciare: la scalata lampo dalle giovanili alla Serie C con la maglia della Vis Pesaro, il primo impatto con la fisicità del calcio vero e la certezza di un futuro già tracciato tra i grandi, rimanendo però focalizzato sulla crescita personale nel suo ambiente ideale.
In questa intervista esclusiva, il giovane difensore si racconta a 360 gradi: le parole d’incoraggiamento dei senatori dello spogliatoio, la gestione del calciomercato, i modelli a cui si ispira come Bastoni e Van Dijk, il legame con la famiglia che mantiene salde le sue radici e gli obiettivi chiari per la stagione 2026/2027. Ecco cosa ci ha raccontato in esclusiva a MondoPrimavera.com.
La nostra intervista ad Alessandro Carnaroli
L’esordio tra i professionisti
Il primo pensiero alla chiamata del mister:
“In quel momento ero molto emozionato , ma ho cercato subito di respirare e trasformare l’emozione in concentrazione. Più che la paura di sbagliare, ho provato una scarica di adrenalina pura”.
Il salto dalle giovanili alla Serie C e il primo impatto fisico:
“La differenza principale sta nella velocità di pensiero e nella malizia nei duelli. Nei settori giovanili hai qualche secondo in più per controllare la palla, qui se aspetti un attimo ti portano via tutto. Ho sentito subito la differenza al primo contrasto aereo: gli esperti usano il corpo e la fisicità prima ancora di staccare. È lì che capisci che il calcio vero è un’altra cosa”.
L’aiuto dei compagni esperti e il consiglio indelebile:
“I senatori dello spogliatoio sono stati fondamentali: prima di entrare mi hanno detto di giocare semplice e di non cercare la giocata difficile a tutti i costi. Il consiglio che non dimenticherò mai mi è arrivato da Tonucci che in questi mesi e come un secondo padre per me che mi disse: gioca, divertiti e fai vedere chi sei. Quelle parole mi hanno tranquillizzato molto”.
Il calciomercato e il Pisa
L’ufficialità del passaggio al Pisa:
“È stata un’emozione indescrivibile, quasi surreale. Sapere che un club così importante ha creduto in me proprio nei giorni dell’esordio mi ha dato una carica enorme, ma anche un grande senso di responsabilità. L’ho vissuto come un bellissimo punto di partenza, non certo di arrivo”.
Rimanere in prestito alla Vis Pesaro:
“È la scelta migliore perché in questo momento ho bisogno di giocare, sbagliare e imparare sul campo. Pesaro è l’ambiente ideale: conosco lo staff, i compagni e l’ambiente, il che mi permette di lavorare ogni giorno con la massima serenità. Restare qui per tutta la stagione mi dà la possibilità di affrontare le difficoltà della Serie C con continuità, accumulando quell’esperienza quotidiana che mi servirà in futuro”.
L’investimento e la fiducia del club:
“Sapere che un club ambizioso e strutturato come il Pisa ha deciso di investire su di me è una sensazione fortissima. Da una parte mi dà grande orgoglio e sicurezza, dall’altra la vedo come una spinta enorme a non abbassare mai la guardia. Sapere che credono nel mio futuro mi motiva a curare ogni minimo dettaglio ogni singolo giorno, per ripagare sul campo la fiducia che mi hanno dimostrato”.
Descrizione in campo, punti di forza e dove migliorare:
“Sono un difensore a cui piace l’anticipo e la lettura del gioco. Tra i miei punti di forza ci sono la concentrazione, il senso della posizione e la determinazione nei duelli. Devo migliorare molto nell’uso del piede debole, oltre a dover irrobustire la mia struttura fisica per reggere meglio l’impatto con gli attaccanti esperti”.
Il difensore a cui ti ispiri:
“Guardando al calcio italiano ed internazionale, il mio modello è Alessandro Bastoni per come unisce le doti difensive alla capacità di impostare con qualità da dietro. Se parliamo di pura leadership, attenzione maniacale e forza nei duelli individuali, guardo sempre a Virgil van Dijk”.
Vita Privata e futuro
Conciliare campo, scuola e vita di tutti i giorni:
“Serve tantissima organizzazione e tanto sacrificio. La mattina e il pomeriggio sono dedicati al campo e al recupero, ma la sera mi metto sui libri per restare al passo con la scuola. Gli amici capiscono che ho degli orari diversi e meno tempo libero, ma quelli veri sono i primi a sostenermi. Quando riesco a staccare, anche solo per un’ora, cerco di godermi la semplicità di stare in famiglia”.
Chi ti aiuta a mantenere i piedi per terra:
“La mia famiglia in primis: a casa sono semplicemente un ragazzo di 16 anni, non un calciatore professionista. I miei genitori e mio fratello mi ricordano sempre da dove sono partito e l’importanza del rispetto e del lavoro. Anche mister e compagni di squadra più anziani fanno la loro parte, facendomi capire con qualche battuta al momento giusto che ho ancora tutto da dimostrare”.
Il desiderio per la stagione 2026/2027:
“A livello personale desidero trovare sempre più continuità sul campo, guadagnarmi la fiducia del mister e crescere sia fisicamente che tatticamente. Per la squadra, il desiderio principale è raggiungere la salvezza il prima possibile. Vogliamo blindare la categoria con grinta e lavoro di gruppo, regalando ai nostri tifosi e alla città la certezza di rimanere in Serie C”.
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