Il calcio dei grandi
Brilla ancora la stellina di Inacio: gol da fenomeno e sfida tra wonderkid vinta con Dowman
Un gol per recapitare l’ennesimo segnale inequivocabile: nel nuovo corso dell’Italia, Samuele Inacio dovrà essere un punto fermo
Brilla ancora la stellina di Inacio: gol da fenomeno e sfida tra wonderkid vinta con Dowman
Nel firmamento, per molti scarno e sbiadito, del futuro del calcio italiano, c’è una stellina che brilla più di tutte le altre. Un talento forgiato nel rifiuto, o meglio nell’indifferenza di un sistema che non ha saputo accendere i riflettori su di lui. Samuele Inacio però, ha ricominciato da dove aveva terminato qualche mese fa: è tornato tra i titolari nel Borussia Dortmund e si è messo a fare ciò che sa fare meglio, ovvero incantare con il pallone tra i piedi (e anche senza). Movimenti, letture, giocate e gol: un cocktail molto intenso di sensazioni, all’interno dei 58 minuti giocati contro i vice-campioni d’Europa dell’Arsenal. E per una notte, l’Italia può dire di aver battuto l’Inghilterra, visto che nella sfida tra Wonderkid è stato proprio Inacio a spuntarla su Max Dowman, il 2009 che ha riscritto i record di precocità della Premier League.
Il gol contro l’Arsenal come benzina per ripartire
Serviva una ragione per riaccendere i riflettori su Samuele Inacio? Eccovi accontentati. Neanche otto giri di lancette nell’amichevole contro l’Arsenal, e arriva subito l’impulso giusto: scarico centrale su Nmecha, lettura e attacco degli spazi, con la linea difensiva lasciata al palo. Il pallone gli arriva sul destro, ma il 2008 non deve neanche guardare i pali per freddare Kepa in diagonale. Un lampo di tracimante talento, che indirizza la partita dalla parte dei gialloneri. Il gol contro i campioni d’Inghilterra non è un caso isolato, ma l’ennesimo momento da ricordare all’interno di un’ascesa che non conosce freni. Soltanto nel 2026, la carriera del 18enne ha subìto una serie di scossoni che avrebbero fatto tremare le gambe di chiunque. O meglio, a tutti, tranne che a lui, visto che il figlio di Inacio Pia non ha mai arrestato la propria corsa, ingranando marce sempre più alte.
Un 2026 da far venire le vertigini
Proviamo a riassumere in breve questi otto mesi di calcio per il talento “made in Zingonia”, ma “raised in Dortmund”. Il 30 gennaio fa il suo esordio in seconda squadra, con l’Under 21 del BVB; eppure, neanche un mese dopo è già in panchina con la prima squadra, dove arriva il debutto assoluto il 28 febbraio. La cornice non è di una partita qualunque, bensì dell’appuntamento più importante dell’anno in Bundesliga; una partita che accentra i riflettori del mondo, ai quali si aggiunge il peso oppressivo del “muro giallo”. Al 75′ di “Der Klassiker” contro il Bayern Monaco, Inacio muove i primi passi nel campionato tedesco. Non solo, perché in mezzo a questi due eventi si piazza anche la prima convocazione in Champions League, al centro di un caso mediatico sollevato da Luca Percassi (Ad dell’Atalanta, che ironia della sorte si trovava nel lato sbagliato della storia).
Per continuare la cronistoria di una crescita spaventosa, prendiamo in prestito le parole di Jovanotti. Perché spesso, “la vertigine non è paura di cadere, ma voglia di volare”. E Inacio sembra aver preso alla lettera questa frase: non ha la sindrome da palcoscenico, anzi, spesso se lo mangia, diventando un accentratore di positività e cose belle. Dai suoi piedi c’è sempre la sensazione che possa partire qualcosa di interessante. E poi c’è quella generosa dose di talento, che è fondamentale per sfondare il muro dei pregiudizi dovuti all’età. La scalata continua: il 26 aprile, nel contesto del 4-0 al Friburgo, fa il suo esordio da titolare e si prende la standing ovation del “muro giallo”. A proposito di chi sa trasformare la pressione in motivazione…
La corsa contro il tempo per farlo esordire in Azzurro
Terminiamo la carrellata di momenti con la ricca parentesi Nazionale e con qualche numero in più con la maglia del Dortmund. L’8 maggio è determinante con il suo primo gol tra i professionisti nel 3-2 al Mainz. Alla fine dell’anno, saranno 7 le partite giocate con la prima squadra del BVB. In Azzurro invece, si prende l’Under 18 e l’Under 19 in rapida successione, prima di entrare nel giro dell’Under 21 e della Nazionale Maggiore, con Silvio Baldini che gli regala convocazione ed esordio nella settimana tra il 26 maggio e il 3 giugno scorso. Una marcia irrefrenibile, martellante, quasi ossessiva, che ci ha permesso di non perderlo almeno in ottica ripartenza per l’Italia di Mancini. Insomma, una vera e propria corsa contro il tempo, visto che il Brasile si era messo alla finestra e stava cercando di arrivare a mettere le mani su di lui sfruttando la doppia nazionalità.
Ora invece, il futuro è a forti tinte giallonere… e tricolori. Con la consapevolezza che Roberto Mancini potrebbe aver trovato il suo “nuovo Pafundi”, ovvero quel giocatore da far diventare simbolo di una narrazione, di un cambiamento.
Luca Ottaviano
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