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Italia, Gattuso “chiamò”: Leoni-Pio Esposito, un segnale di rinnovamento e cambiamento

Il ct dell’Italia ha convocato Leoni e Pio Esposito per le prossime partite di qualificazione al Mondiale: una scelta culturale

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Italia, Leoni, Pio Esposito

Il nome di Gennaro Gattuso sulla panchina della Nazionale italiana non è stato solo un ritorno al passato fatto di grinta, identità e appartenenza. È l’inizio di una rivoluzione culturale. E il primo segnale forte è arrivato con le convocazioni: tra i volti noti, spuntano due nomi che raccontano già una nuova filosofia azzurra — Giovanni Leoni e Pio Esposito. Due giovani, uno in difesa e l’altro in attacco, scelti non per “prospettiva”, ma per merito. Perché Ringhio non ha intenzione di aspettare. Il messaggio è chiaro: la Nazionale non è un premio di carriera, ma un riconoscimento per chi dimostra di essere pronto, indipendentemente dall’età.

“Basta con le scuse”, la visione di Gattuso

Non è un mistero che Gattuso abbia spesso criticato l’eccessivo ricorso agli stranieri nei club italiani, denunciando una cultura che soffoca il talento locale a vantaggio di scommesse estere. Durante la conferenza di presentazione ha ribadito: “In Serie A giocano troppi stranieri. Se un ragazzo italiano è forte, deve giocare. Ma serve coraggio, non si può sempre rimandare”. Ed ecco che quel coraggio, il CT ha deciso di prenderselo per primo. Portare Leoni (classe 2004) e Pio Esposito (classe 2003) in Nazionale maggiore non è un azzardo, ma un manifesto. Due giovani con personalità, talento e fame. Non semplici “prospetti”, ma pedine che Gattuso vuole testare subito, inserendoli in un contesto misto tra esperienza e futuro.

Gennaro Gattuso

Gennaro Gattuso

Italia, la mentalità da cambiare

La missione non è semplice. Dopo la clamorosa esclusione dai Mondiale 2018 e 2022, l’Italia non può permettersi altri passi falsi. E l’inizio è già in salita dopo la clamorosa sconfitta per 3-0 contro la Norvegia, che ha portato poi alle dimissioni di Spalletti. Ma per Gattuso il problema non è solo tecnico: è culturale. Il talento c’è, ma bisogna dare ai giovani la possibilità di esprimerlo. Hanno bisogno di tempo, di poter sbagliare e di crearsi un vissuto. Il percorso non si deve fermare a 18 o 19 anni“.

Pio Esposito Italia U21

Pio Esposito Italia U21 Credit: M.C.

Una presa di posizione netta che si riflette nelle convocazioni e nella gestione del gruppo. La vecchia guardia — dai Donnarumma ai Barella — resta fondamentale per l’equilibrio e la leadership. Ma al loro fianco potranno crescere altri giovani talenti. Una linea verde che dovrà imparare subito a reggere le pressioni, ma che avrà l’opportunità di farlo senza attendere tempi “maturi” che in Italia, spesso, non arrivano mai.

L’obiettivo è uno solo: il Mondiale

Gattuso lo sa: il tempo è poco e l’obiettivo è grande. L’Italia non può mancare il prossimo Mondiale. Ma per riuscirci non serve solo vincere le partite: serve cambiare il sistema. Aprirlo al nuovo, rompere le gerarchie statiche e costruire una Nazionale dove il merito venga prima della reputazione. Il nuovo ciclo è iniziato.

I convocati di Gattuso

Di seguito le scelte di Gennaro Gattuso per i prossimi impegni dell’Italia:

Portieri: Marco Carnesecchi (Atalanta), Gianluigi Donnarumma (Paris Saint-Germain), Alex Meret (Napoli), Guglielmo Vicario (Tottenham);

Difensori: Alessandro Bastoni (Inter), Raoul Bellanova (Atalanta), Riccardo Calafiori (Arsenal), Andrea Cambiaso (Juventus), Giovanni Di Lorenzo (Napoli), Federico Dimarco (Inter), Federico Gatti (Juventus), Giovanni Leoni (Liverpool), Gianluca Mancini (Roma);

Centrocampisti: Nicolò Barella (Inter), Giovanni Fabbian (Bologna), Davide Frattesi (Inter), Manuel Locatelli (Juventus), Nicolò Rovella (Lazio), Sandro Tonali (Newcastle);

Attaccanti: Francesco Pio Esposito (Inter), Moise Kean (Fiorentina), Daniel Maldini (Atalanta), Riccardo Orsolini (Bologna), Matteo Politano (Napoli), Giacomo Raspadori (Atletico Madrid), Mateo Retegui (Al-Qadsiah), Gianluca Scamacca (Atalanta), Mattia Zaccagni (Lazio).

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