Il calcio dei grandi
Curaçao, dal liquore al Mondiale con l’ex Juve Comenencia: il progetto Advocaat
La piccola isola caraibica sogna il Mondiale 2026 con talenti cresciuti in Europa: tra loro anche Comenencia, ex Juve Next Gen. I segreti
Curaçao, per molti, è solo un liquore azzurro che profuma di tropici e serate estive. Ma da qualche mese, il nome dell’isola caraibica è tornato a far parlare di sé anche in ambito calcistico. E non per un episodio folkloristico o un’amichevole di lusso, bensì per qualcosa di molto più serio: la nazionale è in piena corsa per la qualificazione al Mondiale 2026.
Con una popolazione di appena 150.000 abitanti – meno di una città di provincia italiana – questa minuscola nazione legata ai Paesi Bassi si sta ritagliando un posto tra le grandi del calcio centroamericano. Merito di un progetto tecnico ambizioso, di giocatori sparsi in Europa e, soprattutto, di una nuova generazione pronta a prendersi la scena.
Comenencia, dalla Juve Next Gen alla rete che fa sognare Curaçao
Tra questi c’è anche Comenencia, esterno classe 2004 cresciuto nelle giovanili del PSV e passato anche dalla Juventus Next Gen. Il suo nome potrebbe dire poco agli appassionati italiani distratti, ma a Curaçao è già sinonimo di speranza: contro la Giamaica, nel girone di qualificazione al Mondiale, ha messo a segno un gol pesantissimo contro la Giamaica, contribuendo a un risultato che ha rilanciato le ambizioni dell’isola. L’ex bianconero, ora al Zurigo, è il simbolo perfetto del nuovo corso: giovane, formato in Europa, ma legato alle radici. Un giocatore moderno, capace di spingere sulla fascia ma anche di garantire solidità in fase difensiva. E con un passato nella cantera di Madama che lo ha forgiato sul piano tattico.
A pesca in Eredivisie, il modello Advocaat
Curaçao non può contare su un movimento calcistico vasto, ma ha saputo costruire una squadra competitiva pescando nella diaspora olandese. Il ct Advocaat, ex giocatore degli orange, ha preferito selezionare giocatori pronti e con esperienza in uno dei campionati più conosciuti in Europa. Molti giocatori sono nati nei Paesi Bassi, come Comenencia, ma hanno scelto di vestire la maglia azzurra di Curaçao per dare una chance a un sogno che sembrava impossibile: partecipare al più grande evento sportivo del pianeta.
Il Mondiale a 48 squadre ha aperto nuove porte, ma il merito è tutto loro: lottano alla pari con nazionali ben più strutturate come Panama, Giamaica e Honduras. Dietro le quinte c’è un’organizzazione tecnica sempre più professionale.
“La terra potrebbe tremare”: il sogno Mondiale
Curaçao non è più una comparsa esotica. È una squadra vera, organizzata, affamata. E con le qualificazioni che entreranno nel vivo nel 2025, la possibilità di vedere per la prima volta la bandiera dell’isola sventolare in una Coppa del Mondo è concreta. Sarebbe un traguardo straordinario, ma niente affatto casuale. “Cosa potrebbe succedere in caso di Mondiali? Non lo so. La nostra terra potrebbe tremare e spostarsi di cinque metri , davvero non lo so…” ha detto Kastaneer alla FIFA, attaccante della nazionale che attualmente gioca in Indonesia dopo aver fatto parte delle giovanili del Feyenoord.
Curaçao with an electric celebration with the home fans after taking the lead over Jamaica 🇨🇼 pic.twitter.com/ZS8xqIzSAC
— FOX Soccer (@FOXSoccer) October 10, 2025
E poi ha aggiunto: “Ma se succede, sarebbe incredibile. Solo pensarci mi fa venire la pelle d’oca e mi fa venire le lacrime agli occhi. Se ci riuscissimo, sarebbe un risultato enorme e metterebbe Curaçao sulla mappa. Le parole non potrebbero descrivere come ci si sentirebbe”. Comenencia e i suoi compagni lo sanno: la storia non aspetta. E stavolta potrebbe davvero profumare di Curaçao. Non quello nel bicchiere. Quello che scende in campo con il cuore e la voglia di stupire il mondo.
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