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ESCLUSIVA MP – Perinetti (Dg Athletic Palermo): “Viareggio Cup vetrina importante, guardiamo al futuro”

Giorgio Perinetti, dg dell’Athletic Palermo, ha parlato della realtà siciliana e dell’importanza di partecipare alla Viareggio Cup

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Perinetti Athletic Palermo
Perinetti Athletic Palermo

L’Athletic Palermo riporta la Sicilia alla Viareggio Cup dopo 10 anni: il direttore generale Giorgio Perinetti ci ha illustrato la realtà rosanero

L’ultima volta era stata nel 2016, oggi una squadra siciliana torna a calcare il palcoscenico della Viareggio Cup. Stiamo parlando della realtà dell’Athletic Palermo, guidata da mister Giuseppe D’Angelo. I colori nero e rosa richiamano la tradizione cittadina, mentre il progetto punta a crescere attraverso programmazione e competitività, anche fuori dai confini regionali. Inoltre, tra gli undici soci del club figura Nino La Gumina, protagonista di quel Viareggio 2016 da capocannoniere e “golden boy” del torneo. Inserito nel girone 4, l’Athletic affronterà la Rappresentativa Serie D, la nigeriana Futurepro Soccer e l’Academy Potey Keahson della Costa d’Avorio.

Per capire ancora meglio le sensazioni e come l’Athletic Palermo affronterà questa importante competizione, abbiamo sentito il Direttore Generale Giorgio Perinetti che ci ha illustrato la realtà della società siciliana e le aspettative per questa importante competizione.

Le parole di Giorgio Perinetti

Sono passati 10 anni dall’ultima partecipazione al torneo da parte di una formazione siciliana, il Palermo FC…

“Sono sempre stato legato a questa competizione della Viareggio Cup: ho cominciato con le giovanili della Roma, tra l’altro quello fu l’anno in cui i giallorossi vinsero il loro primo torneo. Poi sono arrivato a Palermo e ho fatto di tutto purché la squadra potesse partecipare al torneo di Viareggio. Facemmo una cosa molto interessante: riuscimmo a portare a giocare Palermo-Inter superando i limiti regionali; fu una grande manifestazione e una grande serata, grande pubblico e grande entusiasmo. È stata una bella esperienza per i ragazzi e una bella promozione per il Palermo. Ora, tornando nel capoluogo siciliano con l’Athletic, ho subito chiesto la disponibilità a partecipare al torneo con questi ragazzi e per fortuna la società è stata disponibile”.

La realtà dell’Athletic Palermo…

“Con la partecipazione alla Viareggio Cup vogliamo dimostrare che la società guarda al futuro, al settore giovanile, ai ragazzi, che dunque non si è concentrati solo sulla prima squadra (che sta andando molto bene). Vogliamo andare oltre e pensare al calcio di domani”.

Quanto può essere importante per una realtà come la vostra la partecipazione alla Viareggio Cup? Anche come vetrina per i ragazzi stessi…

“Prima di tutto è un’esperienza di vita per questi ragazzi che sicuramente li arricchisce. Io vedo che quando ci sono interviste a qualsiasi giocatore della nazionale e non, la Viareggio Cup viene sempre menzionata come esperienza indimenticabile, un punto di partenza, un trampolino di lancio. Quindi per questi ragazzi è prima di tutto uno scambio di esperienza formativo con altri ragazzi della loro età. Poi ovviamente non manca l’aspetto di presentarsi e voler far bene”.

Da quali giocatori possiamo aspettarci qualcosa in vista del torneo?

“Con mister D’Angelo, l’allenatore della juniores, stiamo lavorando sulla lista di giocatori da portare. Le regole stabiliscono che non possiamo portare prestiti, dunque non possiamo provare determinati profili, ma possiamo portare giocatori che hanno avuto esperienze in prima squadra. La lista la stiamo facendo ma nomi come Rampulla, Palumbo che hanno già giocato in prima squadra o altri che si alternano con la juniores, portando esperienza”.

Come vede questa enorme partecipazione da parte di squadre africane, addirittura 12 su 24.

“Prima di tutto c’è la voglia di procuratori di mettere in vetrina i propri assistiti. L’Africa è un continente che continua sfornare giocatori: in Francia, in Belgio, in Svizzera è più facile affermarsi per loro, quindi ci sono molte squadre che hanno questi tipi di giocatori che vengono naturalizzati. Le squadre africane che hanno partecipato alla Viareggio Cup in questi ultimi anni hanno sempre messo in mostra ragazzi che sono riusciti ad arrivare a squadre professionistiche e ciò ha fatto sì che l’interesse per il continente crescesse in Italia e non solo”.

Genoa campione in carica, Fiorentina sempre insidiosa: come vede le nostre squadre italiane?

“Il numero di partecipanti italiane si è purtroppo ridotto, c’è una partecipazione minore però devo dire che comunque alla fine i meriti vengono fuori. Prendiamo proprio come esempio il Genoa: oltre a essere campione in carica, ha proposto dei ragazzi come Venturino che ora sta alla Roma, quindi ciò dimostra che è un’opportunità per mettere in mostra i ragazzi. Nella Fiorentina l’allenatore è Galloppa, molto bravo che sono sicuro vedremo presto in un palcoscenico importante anche di Serie B. Poi c’è la Rappresentativa Serie D che raccoglie talenti molto interessanti sicuramente da seguire. È sempre una competizione importante e stimolante”.

Cosa pensa in merito a questi calendari troppo fitti che dunque precludono alle nostre realtà italiane di partecipare alla Viareggio Cup?

“È un discorso generale che riguarda moltissimo le competizioni e le attività del nostro calcio. Calendario troppo stretto, troppe partite, poca possibilità di recupero e di allenarsi bene: questo significa appunto allenarsi poco, avere poca possibilità di fare prevenzione e quindi ne derivano gli infortuni a cascata che vediamo. È vero che fare più partite porta più soldi, ma se poi questi guadagni li devi investire per comprare giocatori dati gli infortuni non dà nessun vantaggio”.

Si ringrazia l’Athletic Palermo e Perinetti per la concessione dell’intervista

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