Calciomercato
Martinelli, futuro ancora in Serie B: blitz Avellino, beffata la Sampdoria
Martinelli cambia rotta: l’Avellino beffa la Sampdoria
Che tempo… da Lupi. Le mosse sul mercato dell’Avellino hanno quella tipica indole predatoria che chiarisce subito gli intenti dei biancoverdi: al momento, è praticamente impossibile essere dei loro avversari sul mercato. I campani concretizzano un colpo di coda che ha del clamoroso, superando la Sampdoria nella corsa per Tommaso Martinelli. Il classe 2006 è pronto ad un altro anno in Serie B, ma non con indosso il blucerchiato.
Tommaso Martinelli è l’esempio lampante di un Avellino che pensa in grande
La sovversione delle aspettative, un meccanismo quasi cinematografico che entra nella realtà e la modifica. Sembrava tutto fatto: Martinelli era pronto a ripercorre l’A11 e l’A12 nel senso inverso, tornando da Firenze alla sponda blucerchiata di Genova, dove aveva trascorso i suoi ultimi sei mesi di carriera. Eppure, qualcuno da qualche centinaio di chilometri più a sud, ha deciso di rimescolare le carte in tavola. L’Avellino si è inserito nelle ultime ore, ma ha saputo affondare il colpo per assicurarsi le prestazioni di uno dei talenti più interessanti nel vivaio della Fiorentina. Un classe 2006 che ha tutto per emergere con prepotenza, ma che ha subìto come tutti i giovani italiani qualche rallentamento nel processo di crescita.
Una stagione… vissuta a metà
Non una linea retta, la sua traiettoria di carriera, ma comunque più organica rispetto a tanti altri ragazzi ancora alla ricerca del contesto giusto per esprimersi. Ebbene, la Sampdoria ha rappresentato per certi versi quello scenario che serviva al ventenne di Bagno a Ripoli. Tante chance dal primo minuto, la dose giusta di pressioni e un mix tra competitività e senso dell’urgenza, vista la delicata situazione di classifica al momento del suo arrivo. La “Samp” era infatti impantanata nelle pericolose acque della zona retrocessione, ma la scelta forte di puntare sul talento non è stata rinnegata. Anzi, è stata rivendicata e accompagnata dalla giusta fiducia: in sei mesi, Martinelli diventa il difensore dei pali blucerchiati, a suon di parate e clean sheet. L’italiano mette i lucchetti alla porta 7 volte in 16 presenze, circa il 43% sul totale delle partite giocate.
Il tutto arricchito dalla salvezza ottenuta nelle ultime settimane di campionato, forse la notizia più importante che potesse ricevere un club che nelle stagioni precedenti aveva vissuto sempre in bilico tra l’oblio e la redenzione.
La scuola di De Gea
L’importanza di aver vissuto una masterclass del proprio idolo da vicino. Per contestualizzare meglio, dobbiamo riavvolgere il nastro al 13 dicembre 2024: in occasione del suo esordio in Conference League, Martinelli ammette una particolare propensione verso David De Gea. Ma c’è un dettaglio non da poco: in quel periodo, il 2006 non era soltanto un giovane portiere che regalava un’attestato di stima verso uno dei migliori nel suo ruolo. Perché? Molto semplice: De Gea era suo compagno di squadra alla Fiorentina; da lui poteva rubare con gli occhi, assorbire qualsiasi dettaglio da trasmettere poi in campo. E quell’apprendistato è servito molto alla sua evoluzione tecnica, perché in quei pochi mesi da “secondo” dello spagnolo ha arricchito il proprio bagaglio tecnico e culturale.
Un arsenale che ora metterà a disposizione di un Avellino che pesca sempre di più dalla Fiorentina. Da Kouadio a Braschi: il giovane portiere potrebbe riabbracciare a breve i suoi vecchi compagni ai tempi della Primavera viola, dato il forte interessamento dei biancoverdi nei confronti dei due match winner dell’ultima finale scudetto Under 20. E quando i lupi si mettono a caccia, raramente falliscono…
Luca Ottaviano
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