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Koleosho, l’Italia chiamò: ecco dove si esalterebbe di più in Serie A

Il Bologna punta Luca Koleosho per il calciomercato estivo. Il talento della Nazionale è il profilo ideale per il 4-2-3-1 di Domenico Tedesco.

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Luca Koleosho

Luca Koleosho: è il momento di tornare in Italia?

Dopo aver costruito un background da cittadino del mondo, Luca Koleosho sembra essere pronto per il ritorno in Serie A. Baldini lo ha messo al centro del nuovo corso dell’Italia, affidandogli persino la maglia numero 10 della Nazionale Maggiore. Il classe 2004 ha risposto nell’unico modo che conosce: puntando l’uomo, affidandosi all’uno contro uno e creando spesso superiorità. Un’arma, il dribbling, che nel panorama del calcio italiano è preziosa come acqua nel deserto, e che lo eleva ad oggetto dei desideri di molte squadre. Ecco dove servirebbe di più.

Koleosho-Bologna: perché sarebbe la scelta migliore

Da Italiano a Tedesco, parlando sempre la lingua universale del calcio. Il Bologna vuole ripartire con un nuovo corso fatto di idee e di continuità tattica. L’ex C.T. del Belgio infatti ha scelto di adottare il 4-2-3-1 come vestito su misura, da far poi aderire alle sue squadre apportando accorgimenti. E in questo contesto si inserirebbe perfettamente l’innesto di Luca Koleosho: velocità incontenibile in allungo, altrettanto rapido sul breve, e soprattutto tecnico e con propensione a cercare la giocata. Perché il 2004 non è sicuramente uno che si nasconde: 3 gol e 1 assist nei sei mesi di prestito al Paris FC, dove ha dimostrato di avere una capacità atletica fuori dal comune. Qualità che darebbe al Bologna quel cambio di passo che spesso è mancato nella scorsa stagione.

Un altro aspetto interessante riguarda la capacità di Domenico Tedesco nell’esaltare gli esterni d’attacco. Nel suo periodo allo Spartak Mosca, il giocatore più decisivo era Jordan Larsson, diventato con lui clinico nella scelta delle giocate e nel concludere a rete (51 presenze, 23 gol e 9 assist). Ancora prima, allo Schalke aveva ridato smalto a Yevgen Konoplianka, mentre nell’avventura sulla panchina del Belgio ha messo al centro dell’equazione Dodi LukebakioJeremy Doku. Rispettivamente sesto e settimo per presenze durante il suo mandato, l’ala del City è stata anche il miglior assistman con 7 passaggi vincenti in 18 presenze. Finiamo la carrellata con Kerem Akturkoglu, che nella scorsa stagione al Fenerbahce ha vissuto la seconda annata migliore della sua carriera con 15 gol e 10 assist.

Koleosho alla Fiorentina? Sarebbe un… Grosso innesto

Altro restyling completo, altro contesto con il cartello “lavori in corso” affisso all’esterno del centro d’allenamento. La Fiorentina ha accolto da poco Fabio Grosso in panchina, e vuole regalargli una squadra a sua immagine e somiglianza. E uno dei punti di forza del Sassuolo dello scorso anno sono stati proprio i fantasisti e gli esterni: il solito Berardi, da 8 gol e 5 assist nonostante abbia viaggiato a regime ridotto in termini di presenze (26); ma anche la crescita di Laurienté, con all’attivo 7 reti e 9 passaggi vincenti nel 25/26; o ancora, l’evoluzione tecnica di un Thorsvedt da 4 gol, 4 assist e tante giocate utili tra le linee.

Per questo, inserire un tassello come Koleosho nel mosaico della Fiorentina potrebbe aggiungere qualche variazione in più. Lo ha dimostrato Solomon dal suo arrivo nel mercato di gennaio 2026: in Italia, il cambio di ritmo e la progressione sono armi che destabilizzano la difesa avversaria. E di questo, il 2004 nativo di Nashville è un grande esponente: metterebbe il suo motore e la sua presenza in fascia a disposizione di un allenatore che sviluppa molto sulle corsie.

Parma e Monza: step intermedi di crescita

Le ultime due opzioni sarebbero più a misura d’uomo, ma gli darebbero ambizioni totalmente diverse. A Parma e Monza si punta alla salvezza, per questo è un’ecosistema totalmente diverso a chi vuole aprirsi scenari europei. Ci sarebbe meno concorrenza, specialmente in Brianza, ma anche meno vetrine internazionali potenziali. Ai crociati, Cuesta potrebbe affidargli il ruolo che aveva Gabriel Strefezza negli equilibri della squadra: regalare sprazzi di colore all’interno di una produzione offensiva spesso monotematica. Koleosho dovrebbe quindi prendersi le giocate e la responsabilità di cambiare registro, affondando e supportando l’unica punta Pellegrino con la sua imprevedibilità.

In biancorosso invece, si dovrebbe calare in un contesto leggermente diverso: il sistema sarà il 3-4-2-1 tanto caro a Paolo Bianco, confermato sulla panchina per la prossima stagione. Per questo motivo, Koleosho si ritroverebbe più spesso a dover attaccare spazi diversi, non avendo l’opzione del campo aperto e ritrovandosi più a galleggiare verso l’interno del terreno di gioco. Tra i pro, potrebbe esserci una frequenza maggiore nel vedere la porta, da sempre un suo limite da smussare: nell’esperienza al Paris FC, ha tentato 14 tiri in 16 presenze (media di 0,87 conclusioni per partita), ma di questi ben 10 erano nello specchio (71% di precisione al tiro).

Insomma, Koleosho è in bilico tra un’opzione di salita più rapida e una più ragionata, con la consapevolezza che dovrà crescere nelle responsabilità che si prende all’interno dei 90 minuti.

Luca Ottaviano

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