ESCLUSIVA MP – Pescara, intervista a Gennaro Borrelli

10 gol in 10 partite in questa prima parte della stagione. Il Pescara ha individuato in Gennaro Borrelli l’assoluto trascinatore della squadra. Un attaccante fisico, d’area di rigore: un giocatore capace di fare la differenza nel reparto avanzato e ammattire tutte le difese avversarie. Umiltà e generosità, però, sono le componenti chiave del Gennaro fuori dal campo. Abbiamo avuto il piacere di intervistare in esclusiva l’attaccante del Pescara, scoprendo i segreti, le passioni e tutte le curiosità sulla giovane carriera del bomber biancazzurro.

Allora Gennaro, cominciamo con la nostra linea del tempo dal passato. Quando è iniziata la tua passione per il calcio e chi te l’ha trasmessa?

“Ho iniziato a giocare a calcio fin da piccolo, tant’è vero che la mia prima parola è stata <<palla>> (ride, n.d.r.). Questa passione è nata subito dentro di me, grazie soprattutto a mio padre che me l’ha trasmessa. Anche lui ha giocato a calcio in passato, non a livelli altissimi, però è stato determinante nell’avvicinarmi a questo sport”.

Quali sono state le tappe della tua giovane carriera calcistica?

“Ho mosso i primi passi in un scuola calcio della provincia di Napoli, il San Sebastiano Calcio Mazzeo. All’età di quattordici anni, dopo una serie di provini, sono passato al Pescara e questo è il mio secondo anno con la Primavera biancazzurra”. 

Quali sono i tuoi ricordi legati ai primi calci? Emozioni, sensazioni, momenti indelebili nella tua mente?

“Sono tutti ricordi positivi. Ci sono tanti momenti belli che ho vissuto da piccolo, partendo dalle prime partite e dalle prime ansie e le prime pressioni per le sfide più importanti. Sono emozioni belle da vivere, che mano a mano che passa il tempo riesci a gestire meglio. Una delle tappe più importanti è stata la firma con il Pescara: da quel momento, infatti, è stato l’inizio di un sogno. Non è ancora detto che farò il calciatore, la strada è ancora lunga. I miei genitori mi hanno sempre aiutato e consigliato nelle mie scelte, dando grande valore alla scuola che ho concluso lo scorso anno con il diploma conseguito con il 90 al Liceo Scientifico”. 

10 gol stagionali in 10 presenze fino a questo momento con la maglia della Primavera. Qual è il segreto di questo straordinario inizio di stagione?

“L’aspetto principale è la fiducia che mi è stata data dalla società, dal Direttore, dal mister e da tutti i miei compagni. Il mio ruolo è quello di segnare e per adesso sta andando bene… Ringrazio la squadra che mi permette di esprimermi al meglio ma anche tutti gli allenatori che ho avuto negli anni passati che mi hanno fatto crescere molto”. 

Reti importanti, fondamentali, ma anche una grande struttura di squadra che ti supporta e ti permette di esprimerti ad alti livelli. Nello spogliatoio, tra voi ragazzi, vi siete prefissati qualche obiettivo per questo campionato?

“Noi pensiamo a fare bene partita dopo partita. C’è tanta euforia perché siamo in una buona posizione di classifica: i conti si fanno alla fine però, per cui vedremo al termine del campionato dove ci porterà il nostro impegno”.  

Di gol, pur avendo una giovanissima età, ne hai realizzati già tanti. Se dovessi sceglierne uno in particolare, per bellezza ed importanza in quella partita, quale ti viene in mente?

“Io ti direi quello che ancora devo fare. Ci sono stati dei gol belli e importanti, ma ormai appartengono al passato. Ora spero che in futuro ce ne siano altri altrettanto fondamentali e belli che abbiano un’importanza maggiore”.

Tra i ricordi più piacevoli del tuo passato, sicuramente, c’è l’esperienza con la B Italia in Giappone e le reti con il Vegalta Sendai. Poche settimane fa, invece, hai preso parte al Torneo dei Gironi a Coverciano con l’Italia Under 18. Ci racconti un po’ le tue emozioni nell’indossare i colori azzurri e rappresentare la nostra Nazionale?

“È una sensazione magnifica. Devi cercare di dare il massimo per rappresentare il tuo Paese: non puoi permetterti di fare brutte figure perché indossi la maglietta della tua Nazionale. Sono state emozioni indiscrivibili, che ripagano tutti i sacrifici che hai fatto. Non dimenticherò mai l’esperienza in Giappone: confrontarsi con la cultura orientale, metterti in gioco con nuove tradizioni e nuovi modi di fare, sono esperienze che non capitano tutti i giorni. Il tutto, poi, arricchito dai due gol realizzati contro il Vegalta Sendai. Con l’Under 18 a Coverciano è stata altrettanto fantastica, e sono molto felice anche perché ho segnato una rete”. 

Tutti noi, sin da piccoli, siamo cresciuti con il mito di un calciatore che sul rettangolo verde cercavamo sempre di imitare. Qual è stato o qual è il giocatore tutt’ora a cui ti ispiri?

“Il giocatore al quale mi ispiro è Edin Dzeko, mentre in passato il mio idolo era Luca Toni. Sono giocatori a cui, per caratteristiche e somiglianza, vengo spesso accostato. Sono molto fiero di questi paragoni anche se sono molto importanti. Non mi piace evidenziare i miei aspetti positivi, dovrebbero essere gli altri a farlo. Posso dire che una delle mie armi è il colpo di testa, poi mi dicono anche che ho un fisico importante ma devo sicuramente migliorare”.

Quali sono infine i tuoi sogni e le tue aspirazioni per il futuro?

“Il mio sogno adesso è quello di esordire in prima squadra al Pescara e fare bene in questa società, anche in Primavera. Penso che il desiderio di tutti i bambini sia quello di giocare in Serie A e rimanerci, ma anche la Premier League è un campionato che mi stuzzica molto. Il calcio inglese mi appassiona tanto: mi piacerebbe non solo guardarlo in televisione ma anche viverlo”.

Si ringraziano per la disponibilità a noi offerta e per la foto utilizzata il Pescara Calcio 1936 e Gennaro Borrelli