Youth League
Brilla la stellina di Iddrissou: l’idolo Thuram e la tripletta da sogno in Youth League
Thuram è l’ispirazione, Icardi l’idolo di infanzia: Jamal Iddrissou vuole prendersi l’Inter a suon di gol e giocate
Iddrissou scintillante in Youth League: ora si punta la prima squadra?
Nato a Brescia, con origini africane ma italianissimo per background sociale e familiare; in più, è un enfant prodige che in nerazzurro sta alzando il tiro, puntando sempre più in alto. Non stiamo parlando di Mario Balotelli (anche se le similitudini sono quasi inquietanti), ma di Jamal Iddrissou. 188 centimetri di pura potenza, istinto e gol: il classe 2007 si è ripreso l’Inter Primavera con una tripletta detonante, che ha indirizzato gli ottavi di finale di Youth League contro il Betis. E ora, il mirino è puntato verso qualcosa di più ambizioso…
L’idolo Thuram e l’identikit tecnico di Jamal
Ci sono tante fonti di ispirazione all’interno dell’Iddrissou calciatore. Per sua stessa ammissione, dentro il suo stile di gioco convergono impulsi da attaccanti che tra loro hanno pochi punti di contatto, ma che nel classe 2007 convivono in una commistione di stili molto interessante. L’idolo di sempre è Marcus Thuram, che ricorda per struttura fisica (192 centimetri per il francese, quattro in meno per l’italiano), o per il modo di aggredire la linea e la profondità. Insomma, il classe 2007 ha affermato di rubare con gli occhi da lui in allenamento, e in parte lo si nota.
A questo, si aggiunga la stima dimostrata nei confronti di Marcus Rashford, attaccante più atipico, a cui piace partire dalla fascia, ma con cui ha in comune l’esplosività nel primo passo.
Infine, il giocatore che ha segnato la sua infanzia e quella di molti ragazzi cresciuti, come lui, con la fede nerazzurra: Mauro Icardi. Da lui, potremmo dire che ha ereditato l’attacco della porta, ma è ancora troppo presto per affermarlo con certezza, visto che il 18enne ha tanti modi per aggredire l’area e predilige il movimento in profondità. Di certo, la freddezza nei momenti importanti non manca: lo dimostra, in primis, la tripletta rifilata al Betis.
L’uragano Iddrissou si abbatte sul Betis
Era in rottura prolungata con la porta dal 30 gennaio scorso, ma in uno degli eventi più importanti della stagione si è rimesso lo smoking delle grandi occasioni. In punta di piedi? Neanche per sogno, perché Jamal Iddrissou irrompe in Inter-Betis di Youth League con una foga dirompente, dando due spallate immediate e mandando in tilt la difesa avversaria. Immediato il primo gol: dopo 20 secondi tira la prima sgasata e si fa atterrare in area, trasformando poi dal dischetto. Ma il bresciano non è sazio e si ripete 4 minuti più tardi: sfrutta il cross di Mosconi e brucia sul tempo il marcatore, incornando il 2-0. Finita qui? No, grazie: l’inerzia cambia, il Betis si ritrova tra l’ultima parte della prima frazione e l’inizio della seconda.
Un vantaggio comodo si trasforma in un incubo: con gli spagnoli avanti 2-3, serve un’altra sterzata, e a dare il colpo di sterzo è il solito Iddrissou. Offerta in area di Marello, su cui il 2007 prende l’ascensore per insaccare il gol del pareggio. Contro-rimonta innescata, con i nerazzurri che scalano nuovamente le marce e staccano il pass per i quarti di finale.
I numeri di una stagione… particolare
Guardando soltanto alle statistiche, la stagione dell’attaccante sarebbe ritenuta in ogni caso convincente. Eppure, dietro quei 12 gol in 30 presenze ci sono alcune chiavi di lettura interessanti. A cominciare dal coinvolgimento in Serie C, che dopo un bottino notevole da 6 centri in 11 gare di Primavera 1 gli ha tolto un minimo di consapevolezze, da ricostruire in un campionato sicuramente più complicato e diverso per contenuto fisico e tattico. Soltanto il 21 febbraio scorso infatti, Iddrissou ha trovato il suo primo gettone da titolare tra i professionisti, nella sconfitta esterna per 2-1 sul campo del Renate. In Youth League invece, ha trovato terreno fertile per le sue accelerazioni e le sue fiammate di talento: in 7 apparizioni, 6 centri e 1 assist con cui si è preso il titolo di protagonista assoluto nella campagna europea dei nerazzurri di Carbone.
Ora, l’orizzonte si sposta inevitabilmente verso la prima squadra: Chivu lo convocherà da qui a fine stagione? Ai posteri l’ardua sentenza…
Luca Ottaviano
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