Viareggio Cup
Dalla Viareggio Cup alla Coppa d’Africa: è possibile. Lawal e Akinsanmiro gli esempi
“It’s time for Africa”: la Viareggio Cup esalta un melting pot culturale
Grazie all’apertura ad altre frontiere calcistiche, la Viareggio Cup è sempre più incline al rimescolamento culturale nel calcio, in particolare in quello giovanile. Negli ultimi anni, tra le sorprese più grandi (specialmente sul lungo periodo) abbiamo trovato molti club africani, che hanno esportato il proprio talento facendosi portatori di un messaggio molto potente. Il calcio, anche a latitudini che non erano abituate ad essere al vertice, sta progredendo ad un ritmo forsennato. Così, può succedere che calciatori che abbiamo ammirato nel recente passato tra i campi della provincia toscana, oggi si trovino sotto i riflettori del palcoscenico più importante del continente africano. La Nigeria ne sa qualcosa…
Lawal e Akinsanmiro: dalla Viareggio Cup alla Coppa d’Africa
Un italiano per adozione calcistica, e un giramondo che ha trovato nel calcio un modo per abbattere confini e barriere culturali. Sono tre i punti di contatto tra Salim Fago Lawal (classe 2003) e Ebenezer Akinsanmiro (classe 2004): entrambi nigeriani e originari di Lagos, hanno trovato l’innesco della propria carriera nel Torneo di Viareggio, mentre oggi condividono il sogno di alzare al cielo la Coppa d’Africa, rappresentando il proprio paese. E possiamo aggiungere anche una quarta variabile, quella del talento, che si esprime in modi e tempi diversi.
Italia-Croazia-Coppa d’Africa: il viaggio infinito di Lawal
Il 22enne infatti, ha partecipato alla Viareggio Cup nel 2023, mettendo in mostra presenza fisica, dinamismo e giocate nella metà campo offensiva. Con il Mavlon, Lawal si è distinto come uno dei prospetti più interessanti del torneo, passando i gironi ma fermandosi agli ottavi contro l’Onved. Nell’estate di quell’anno, la chiamata dell’Nk Istra, club della massima serie croata con cui ad oggi ha già raccolto 63 presenze. Nel 25/26 ha ingranato marce altissime anche a livello di produzione offensiva: 6 gol e 2 assist in 18 presenze, abbastanza per iscrivere il proprio nome nei convocati per la Coppa d’Africa 2025 con la Nigeria. E come se non bastasse tutto questo, a rappresentare un altro picco emotivo è stato l’esordio assoluto nella competizione, arrivato il 30 dicembre al 93′ nel match contro l’Uganda.
La consacrazione a Viareggio e i fari dell’Inter: Akinsanmiro e l’asse Italia-Nigeria
Akinsanmiro invece, ha un percorso che ci riguarda molto più da vicino. Nella Viareggio Cup 2022, un 17enne si era messo in testa di dominare il torneo, trasformandosi nella variabile impazzita all’interno di una delle outsider più affascinanti nella storia della competizione. Grazie alle sue folate di talento, alle incursioni a fari spenti nell’area avversaria, alla presenza fisica e tecnica all’interno della partita, l’Alex Transfiguration si rende protagonista di una delle cavalcate più impensabili di sempre.
All’esordio, si presentano ruggendo, con un 2-6 sulla Fiorentina griffato anche dal 2004 nigeriano. Gironi passati in scioltezza, ottavi superati col brivido contro la Spal, mentre ai quarti e in semifinale torna in cattedra Akinsanmiro: timbra il 4-0 al Bologna e soprattutto marchia a fuoco il 4-5 (dopo i calci di rigore) con l’Empoli, segnando il gol del momentaneo 1-0 e non tremando neanche dal dischetto quando è il suo turno. Un teenager alla conquista dei cuori degli appassionati di uno dei tornei più affascinanti in ambito giovanile.
Affascinante e struggente, come il finale della favola dell’Alex Transfiguration: la sconfitta nell’atto conclusivo contro il Sassuolo dà qualche nota amara ad una storia che rimane molto lieta, e che ci ha consegnato un talento cristallino. Nell’estate 2022 infatti, Akinsanmiro approda nella Primavera dell’Inter: come direbbero quelli bravi, il resto è storia…
Oggi, a distanza di 3 anni e mezzo da quella Viareggio Cup, anche il classe 2004 fa parte dei convocati della Nigeria per la Coppa d’Africa, e sta aspettando il momento del suo esordio nel torneo.
Luca Ottaviano
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